
E’ così nato ‘Cercando la luce’, ideato da Gianni Monermini, curato da Tina de Falco su progetto grafico di Federica Mazzanti, con le fotografie di Eugenio Carretti.
Come scrive nella prefazione Tina de Falco: “Nel 1969 Don Gilli viene nominato sacerdote, iniziando così il suo percorso di pastore. Egli è uomo di chiesa fino in fondo, grande conoscitore dei Vangeli. In età adulta scopre la passione per l’arte della creta, la possibilità di plasmare la terra e renderla mezzo attraverso cui comunicare la sua fede, la sua religione. Non ha mai fatto scuole specifiche così come lui stesso racconta, è l’esperienza che diventa grammatica. La materia la sente plastica sotto le sue dita, quelle mani che negli anni diventano sempre più sapienti e conoscitrici. Cerca nella terra una luce affinché il messaggio evangelico e artistico si possano fondere”.
“Queste sculture – spiega il presidente Gian Carlo Ferrari dell’Aisla di Modena – testimoniano una forza e una energia del tessuto civile modenese che, attraverso varie forme di manifestazione della creatività artistica e della capacità organizzativa da sempre patrimonio della nostra terra, si propone di creare un intreccio tra mondi apparentemente diversi e tra loro molto lontani, ma in realtà contigui ed entrambi espressione di solidarietà, collaborazione, emotività e forza dello spirito umano”.

