
Invitiamo nuovamente la giunta ad uscire dal guscio e dalle stanze, facendo meno conti e più politica. Non si può continuare a ridurre il Carani, e tantomeno vincolare il suo futuro ad un semplice esercizio contabile, alle virgole decimali, ai carteggi privati, al rimpallo sulle responsabilità di chi debba aprire per primo il portafoglio, o all’ammontare di una perizia. Il Carani non merita questo. Il Carani è il cuore pulsante della cultura e della vita cittadina, simbolo principe di Sassuolo e della nostra storia. La sua riqualificazione e riapertura hanno bisogno di un’Amministrazione che anteponga la scelta ed il primato della politica a quella ragionieristica. Un’amministrazione che assuma con convinzione il ruolo tipico cui e’ chiamata davanti ad un obiettivo condiviso, e cioè il coordinamento di tutte le forze sociali ed economiche già scese in campo. Quelle forze che come il comitato nato per sostenere il Carani, come migliaia di cittadini non solo sassolesi, come i tanti artisti che Sassuolo può vantare, hanno avanzato il loro impegno, anche economico, per salvare il teatro cittadino. Non si può nemmeno pensare e tantomeno propagandare una città distretto quando il centro del distretto, come Sassuolo è, non è capace di garantire la riapertura dello storico teatro che ne rappresenta il simbolo dell’ identità culturale. Chiediamo dunque nuovamente all’Amministrazione di andare oltre ai numeri ed ai ragionamenti tecnici e rendersi protagonista, anche se in ritardo, di un discorso alto e aperto alla città. Quale sia la strada e lo strumento, che sia una Fondazione o un tavolo permanente che ci accompagni fino all’apertura lo decideremo insieme, nella consapevolezza comune che il Teatro Carani debba tornare a vivere. Subito” .

