hera_cassonettiLa TARI è la tassa con la quale si paga il servizio integrato dei rifiuti (raccolta, pulizia e smaltimento) ed insieme ad IMI e TASI compone la IUC (Imposta Unica Comunale). La TARI obbliga per legge la totale copertura dei costi sia di investimento sia di esercizio. Lo ha ricordato nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 11 giugno l’assessore all’Ambiente Simone Tosi, introducendo la delibera sull’approvazione delle tariffe TARI per il 2015. Tosi ha poi spiegato come il relativo Piano Economico Finanziario (PEF) fosse anche l’ultimo, visto che dal primo gennaio 2016 a Carpi entrerà in vigore la tariffa puntuale, “sistema che abbiamo introdotto perché ci permetterà di raggiungere obiettivi ambiziosi come la riduzione dei chili di rifiuti avviati a smaltimento; oggi sono 200 per abitante ogni anno,  ma ci aspettiamo di raggiungere i 50/60. Inoltre puntiamo così a diminuire i costi del servizio, attraverso minori costi di smaltimento e costi di raccolta, con conseguente riduzione delle tariffe. Premiare chi fa bene la raccolta differenziata è un altro degli obiettivi che ci siamo dati così come la maggiore tutela dell’ambiente”.

Tosi ha poi sottolineato come il modello preso ad esempio per definire la tariffa puntuale a Carpi sia quello della zona di Contarina, in Veneto, e ha ricordato in breve quali siano le caratteristiche fondamentali del sistema di raccolta porta a porta a tariffa puntuale, rammentando infine come per le utenze condominiali “stiamo sperimentando in quattro di questi una dotazione diversa, che prevede la collocazione di un bidone condominiale anche per l’indifferenziato; se questa dovesse funzionare questo modello si potrà replicare in altri palazzi”. Entro luglio le nuove dotazioni arriveranno in tutte le zone della città ‘fuori dalle mura’: a settembre nel centro storico si avrà il passaggio dai ‘cassonetti stradali’ per tutte le frazioni di rifiuto (carta, plastica, organico, indifferenziato, vetro\lattine) alla nuova dotazione per il porta a porta puntuale. A fine anno sarà conclusa la fase di consegna dei bidoni da 120 litri a più di 29mila utenti domestici ed a 4000 utenze non domestiche. “Questo passaggio – ha spiegato Tosi – determina investimenti per l’avvio del nuovo sistema. Oggi sul nostro territorio coesistono tre diversi modelli di raccolta che ovviamente non determinano economie di scala né efficienze. Nel  PEF 2015 convivono così costi ed investimenti sia del sistema attuale sia di quello che si avvierà a gennaio. Si prevede dunque un aumento di costo di circa 600mila euro (passando da 10.5 milioni del 2014 a 11 milioni del 2015). Questo aumento dipende essenzialmente da 3 macro voci: l’aumento dei costi generali (ammodernamento tecnologico, costi di personale, inflazione ecc…), la minore valorizzazione delle Materie Prime/Seconde derivanti dalla raccolte differenziate, vendute a prezzi più bassi, infine gli investimenti per l’avvio del nuovo sistema, che da soli rappresentano la metà dell’incremento. Insieme a questi maggiori costi prevediamo un contributo regionale per mancati ‘incassi’ dovuti alle unità abitative colpite dal terremoto nell’ordine di  90mila euro, più altri contributi come quello del MIUR per le scuole statali. Il tutto per il 2015 determinerà un incremento tariffario rispetto al PEF 2014 del 4,9%, che si traduce per effetto di un aumento degli utenti ad un aumento finale di circa il 4.2-4.3%. Per  maggiore chiarezza va detto che in assenza degli investimenti per l’avvio del nuovo sistema ci troveremmo comunque un incremento di costi di poco inferiore ai 300mila euro (+ 2.4%)”.

Tosi ha poi spiegato ancora che in termini assoluti il costo pro-capite del servizio a Carpi nel 2015 sarà di 155 euro (comprensivo di costi come Carc, fondo svalutazione crediti, contributo per conferimenti alle stazioni ecologiche, contributo Miur, contributo di 90mila euro per terremoto). “Senza questi costi avremmo una TARI procapite di 149 euro, comunque una delle tariffe tra le più basse in regione ed in provincia. Guardando i PEF 2014 di alcuni comuni emiliani (dati tratti dalla delibera Atersir), scopriamo ad esempio che Parma ha un costo procapite di 190 euro, Reggio di 180, Faenza di 149, Cesena di 141 mentre rispetto ai maggiori comuni della provincia a Fiorano pagano 224 euro, a Sassuolo 216, a Modena 172, a Finale 148 e a Castelfranco 135. Una famiglia di 3 persone che vive  in 100 metri quadrati vedrà un incremento di 10/11euro annui, arrivando a pagare 257 euro. Uso questo dato perché la previsione utilizzando i numeri della Tariffa puntuale 2015 di Soliera (che è prevedibile ritenere simili ai nostri) vedrà questa famiglia il prossimo anno, con gli svuotamenti minimi, pagare una tariffa di 183 euro; se invece farà 6 svuotamenti andrà a pagare sui 220 euro”. L’assessore ha chiuso il suo intervento sostenendo infine che con l’introduzione della tariffa puntuale dal 64% attuale potremmo arrivare all’80% di raccolta differenziata e informando il Consiglio che rispetto alle problematiche emerse con la raccolta dei pannolini/pannoloni l’amministrazione si sta orientando, dopo una fase sperimentale di sei mesi, a chiedere un contributo a forfait all’utente “perché la comunità si deve fare carico della questione e condividere i costi di chi ha bambini piccoli o anziani non autosufficienti in casa. Questo nuovo sistema sarà una rivoluzione culturale, saremo il più grande comune della provincia a introdurre la tariffa puntuale. E per l’80% delle utenze si arriverà ad un taglio dei costi”.

Molte le domande e gli interventi dei consiglieri comunali dopo l’introduzione dell’assessore Tosi: Giorgio Verrini (capogruppo di Carpi Futura) ha lamentato come il sistema sia stato avviato senza possibilità di modifiche in corso d’opera, che la sperimentazione poteva essere più lunga e ha anch’egli ricordato il tema pannolini/pannoloni come uno di quelli più problematici. Monica Medici (M5S) ha dal canto suo sottolineato come il bidone da 120 litri sia sovradimensionato per la maggioranza delle utenze, come sarebbe stato meglio premiare chi differenzia riconoscendo al cittadino un lavoro a favore dell’ambiente e come alla fine “questo sistema sbagliato arrivi a farci spendere 3 euro appena in meno all’anno. Senza considerare che ogni tonnellata di ‘differenziata’ ci costa 142 euro. Mi sembra che sia una presa in giro questo sistema e la raccolta attuale”.

Cristian Rostovi (Ncd-FdI-An) ha invece spiegato come non per i costi ma per la tutela dell’ambiente dovremmo impegnarci a fare la raccolta differenziata. “Si poteva comunque quest’anno evitare di aumentare i costi di 500mila euro facendo un sacrificio”. Positive le dichiarazioni venute dal consigliere Lorenzo Boni del Pd sull’introduzione della tariffa puntuale, “step successivo di una capacità del porta a porta ormai esaurita” mentre la collega di gruppo Mariella Lugli ha rilanciato la proposta dei contributi economici a chi usa i pannolini lavabili per diminuire la quantità di quelli ‘usa e getta’ nei rifiuti. E se Paolo Pettenati (CF) si è chiesto del perché nei costi del servizio ci siano 300 mila euro di accantonamenti il consigliere Roberto Benatti (Forza Italia) dal canto suo si è detto non convinto che il nuovo sistema diminuisca i costi. “Sono tante le società che si occupano della raccolta dei rifiuti e nell’intera filiera. Fateci sapere i loro flussi di cassa. I pannolini poi non sono solo un problema organizzativo ma igienico-sanitario, così come l’organico. Ogni anno ci aumentate le tariffe anche se in campagna elettorale ci avevate detto che non l’avreste fatto”.

L’assessore Tosi ha in sede di controreplica ribadito che il porta a porta è antieconomico e che il sistema di raccolta ‘a cassonetto’ è molto meglio da questo punto di vista. “Ma noi lo facciamo perché la raccoltà differenziata ci permette di non avere discariche e inceneritori, tagliare meno alberi, estrarre meno petrolio. Carpi ha investito sull’impiantistica per il recupero dei rifiuti”. Rispetto ai bidoni per la raccolta Tosi ha poi detto che la taglia da 120 litri è quella migliore possibile mentre rispetto agli abbandoni di sacchetti si è detto certo che questo fenomeno comporti costi irrisori per Aimag: “ma adesso è cambiata la percezione del cittadino rispetto a chi si disfa così dei rifiuti. E su 100 sanzioni il 70% sono state comminate a carpigiani e solo il 10% a stranieri. Quando poi torneremo in Consiglio per il regolamento e la delibera sulla tariffa puntuale ci confronteremo anche sui numeri”. In sede di dichiarazione di voto il capogruppo del Pd Paolo Gelli ha ricordato che chi ha la Partita Iva detraibile ha già avuto uno sconto secco del 10% e che deve continuare su questo tema il confronto con i cittadini. Dopo le dichiarazioni di Benatti e Verrini ha chiuso il dibattito Monica Medici che ha criticato ancora gli scarsi introiti da vendita di rifiuti differenziati sostenendo a suo dire che Aimag fattura a Ca.r.e. in base a cifre a lei poco chiare.

La delibera sull’approvazione delle tariffe TARI per il 2015 è stata alfine votata dal solo gruppo Pd, contrari gli altri.