
L’evento prevede l’imponente corteo storico, svolto in collaborazione col Consorzio Conva, con i gruppi reggiani legati a Matilde (Canossa, Quattro Castella, Casina, Carpineti) e quelli mantovani, banchetti, musici e lo spettacolo finale con le musiche del maestro Paolo Perezzani del Conservatorio di Mantova, il balletto della scuola di Cosi – Stefanescu e, in chiusura, il monologo di Matilde, interpretata da Elisa Montruccoli, con la voce narrante di Faustino Stigliani, la regia di Ubaldo Montruccoli e il coordinamento di Clementina Santi.
“Mi sono avvicinata alla figura di Matilde poco per volta – rivela Elisa Montruccoli, attrice e imprenditrice –: un po’ perché mio padre, professore, scriveva di storia locale, un po’ collaborando in diverse rievocazioni storiche organizzate dapprima al Castello di Sarzano a Casina (Reggio Emilia) e poi in altri luoghi ed eventi matildici nella montagna reggiana, per poi continuare anche in Germania, dove Matilde è molto conosciuta, essendo di madre tedesca”.
Si è documentata sulla Grancontessa?
“Ho letto quasi tutti i libri, scritti dai maggiori studiosi, e anche diversi romanzi. Mi ha sempre incuriosito capire come mai una donna, in un’epoca come il Medioevo, fosse riuscita ad avere un così vasto dominio e una così grande importanza sulla scena internazionale del tempo. Sicuramente Matilde doveva avere grandi doti di comando e possedere un fascino tutto particolare”.
Che cosa la colpisce di più della figura di Matilde?
“La sua personale e intima storia di vita: sicuramente anche una storia triste e travagliata. Non è stata donna e sovrana solo dei successi politici e di governo, ma anche una donna con una vita interiore e sentimentale sofferta”.
Nel docufilm di cui è interprete e anche co-regista, che cosa ha cercato di far emergere e significare interpretandola?
“Principalmente la sua forte spiritualità, sorretta da una grande e profonda fede in Dio. Poi la sua sensibilità verso le bellezze del Creato, non disgiunte da un grandissimo attaccamento e amore per le sue terre e le sue genti. Basti pensare a tutte le ricchezza di tesori e prodotti unici usciti dai suoi monasteri”
Quali i motivi, come imprenditrice agrituristica della montagna, che l’hanno spinta ad essere anche, unitamente al Conva coproduttrice del film?
“Il Consorzio Conva, cui sono associata come Agriturismo “Madonna della Corte”, promuove le attività d’impresa, i territori e la persona. Questo mi sembra già un buon motivo! Credo poi fortemente nelle potenzialità ambientali, paesaggistiche, produttive e turistiche dei nostri territori, molto spesso mal comprese che, rivisitate alla luce della Storia, e Matilde di Canossa è la nostra storia migliore, possono essere determinanti per continuare a vivere meglio nella nostra montagna e avere interlocutori in Europa”.
Crede che Matilde abbia amato veramente qualcuno? Se sì chi?
“Sicuramente sì, ma senza che lei abbia potuto esprimerlo in modo manifesto. Penso, in cuor mio, oltre a Dio di cui si proclamava ‘umile ancella’, ad una persona a lei sempre molto vicina e con cui ha sicuramente dovuto prendere decisioni estreme e importanti. Arduino della Palude compare quasi sempre nei diversi scritti di Matilde. Mi piace pensare che fosse lui l’amore segreto della sua vita, che l’ha un po’ sorretta e ricompensata di due matrimoni politici così infelici”.
E per quanto riguarda la rievocazione di San Benedetto Po?
“Anche se rievocheremo l’ultimo suo viaggio terreno presso l’Abbazia di Polirone, ci sarà poi la possibilità di scoprire una Matilde di Canossa più viva che mai per noi, per l’Italia e per l’Europa”.
Sabato 25 luglio alle ore 21, sempre a San Benedetto Po, andrà in scena la prima del film “In morte di Matilde di Canossa – Onore e vanto d’Italia, vita d’Europa”, regia di Ubaldo Montruccoli, coproduzione Conva e Agriturismo Madonna della Corte.


