
Per il presidente Manghi, i motivi di soddisfazione sono principalmente due: “Innanzitutto oggi si aggiunge un ulteriore, fondamentale tassello alla salvaguardia del posto di lavoro per tutti i dipendenti delle Province, che rappresentava certamente una delle nostri maggiori preoccupazioni quando, a ottobre, abbiamo avviato questo difficile cammino – spiega – Inoltre, come auspicavo, la Legge di riordino garantisce alle Province un profilo significativo quale ente di coordinamento territoriale, assicurando loro un ruolo rilevante di ‘cerniera’ tra la Regione , i Comuni e le Unioni di Comuni: ed altrettanto fondamentale è il riferimento forte ai sodalizi istituzionali, Unioni e fusioni dei Comuni appunto, quale parte integrante del riassetto di un intero comparto del governo locale”.
Per quanto riguarda il “secondo tempo” che dovrà ora essere giocato sul terreno della definizione delle aree vaste, “questo è un risultato che vogliamo assolutamente raggiungere – aggiunge il presidente Manghi – prendendoci però il tempo necessario perché il nuovo assetto delle Province, oltre ad assicurare a questi enti di coordinamento una visione più congrua al mondo attuale, garantisca anche una indispensabile ottimizzazione dal punto di vista economico”.
“Anche in questo caso, il lavoro che ci attende è particolarmente impegnativo, visto che le aree vaste sono al momento poco più di una felice intuizione da riempire di contenuti, modellandone i principali connotati: in particolare, il perimetro territoriale, il sistema di governance e la dimensione organizzativa vanno creati dal nulla, mancando qualsiasi riferimento in termini di esperienze precedenti”, conclude il presidente Manghi ribadendo, al proposito, la predilezione della Provincia di Reggio ad un’unica area vasta ‘emiliana’ da Piacenza a Modena

