
Il restauro della Cappellina dei Caduti in Russia della Seconda Guerra Mondiale, della durata di circa due mesi, ha previsto la pulitura di tutte le superfici e la rimozione delle piante infestanti che, insieme alle infiltrazioni d’acqua piovana, avevano provocato forti danni. Collocato nel Chiostro VIII, del monumento si hanno scarse notizie: l’unica informazione che abbiamo riguarda la cessione di un’area per cripta a uso di Cappellina per i Caduti avvenuta nel 1952, termine post quem per la datazione dell’opera. Più lungo e complesso l’intervento sulla tomba Accursi, che versava in pessimo stato di conservazione a causa del crollo del soffitto avvenuto nel 2004. I lavori, che si sono svolti nell’arco di sei mesi, hanno previsto il ripristino della copertura, la pulitura dei rilievi in stucco e l’integrazione di lacune e fessurazioni. Le sculture sono state ripulite, le parti distaccate consolidate e ricollocate nelle posizioni originarie.
Durante il restauro è stato possibile comprendere i diversi metodi con cui lo scultore ha eseguito l’opera. Tra questi uno degli aspetti più curiosi è l’uso per le mani di calchi eseguiti direttamente dal vero, come dimostra la mano che la figura di sinistra appoggia sulla schiena del busto: dopo la pulitura si sono notate le rughe e le increspature della pelle. Realizzato dallo scultore Vincenzo Testoni verso il 1833, il monumento è collocato nella Sala Ellittica, suggestivo spazio di collegamento tra l’area ottocentesca e quella del Novecento. L’intervento sulla tomba Accursi è stato reso possibile attraverso la decadenza della vecchia concessione, poiché dalle ricerche anagrafiche la famiglia è risultata estinta. Il raffinato monumento è ora disponibile per una nuova famiglia che lo potrà utilizzare attraverso una concessione di 90 anni, rinnovabile.
Parte dei proventi della nuova concessione verranno riutilizzati obbligatoriamente per futuri restauri.

