
I prodotti del mercato di Piazza Scaravilli sono biologici, a km 0 e con garanzia partecipata: i soci dell’associazione sono i produttori e i co-produttori (e non consumatori) che sostengono i contadini e partecipano alla definizione delle aziende con visite e processi partecipati di controllo e certificazione. Si tratta di mercati ospitali per scelta, con possibilità non solo di far la spesa ma anche di sostare e sedersi a mangiare, bere e fare due chiacchiere. Da qui la scelta di permettere anche alle mamme con bambini di fare la spesa in maniera più confortevole.
Il Baby Pit Stop e lo spazio bimbi verranno inaugurati lunedì 30 novembre alle 18.
La Leche League Italia, associazione di volontariato attiva in Italia dal 1976 ha dato vita nel 2003 all’idea del BABY PIT STOP termine preso a prestito dalla Formula 1, e significa “fare il cambio… di pannolino e il pieno… di latte”. Da allora il progetto si è ampliato, ed oggi oltre un migliaio di punti gestiti da diverse associazioni offrono questo servizio innovativo e gratuito alla maternità in genere e all’allattamento in particolare, per rendere i luoghi quotidiani più “a misura di bambino”.
Allattare è una cosa fisiologica e le donne dovrebbero poterlo ovunque, ma a volte in una città la faccenda può diventare complicata. I negozianti che aderiscono garantiscono gentilezza e discrezione, senza alcun obbligo di acquisto. Mettono a disposizione una sedia per allattare e magari anche un tavolo per il cambio del pannolino. Chi aderisce all’iniziativa sottoscrive un codice deontologico, con una verifica annuale circa il mantenimento dei requisiti.
La Leche League Italia non pensa che per allattare occorrano luoghi appositi o che le mamme debbano nascondersi, ma che luoghi disponibili (spesso, appunto, è sufficiente una sedia), possano essere un aiuto e una gradita facilitazione, quando si è fuori casa con i bambini piccoli.
La Leche League Italia incoraggia la diffusione di iniziative di Baby Pit Stop da parte di negozianti ed esercenti, sperando che questo contribuisca a diffondere una cultura amica dell’allattamento e che sempre più allattare ritorni ad essere considerato il modo fisiologico di nutrire i nostri bambini.

