
“E’ una proposta assurda – sottolinea – i crediti di imposta sono recuperabili in dieci anni e un meccanismo del genere trasformerebbe di fatto le imprese in banche aggiungendo difficoltà e difficoltà. Siamo di fronte a un progetto completamente sganciato dalla realtà: la crisi per le imprese dell’edilizia non è ancora finita, e un provvedimento del genere rappresenterebbe la mazzata definitiva per una larghissima parte di imprese, guarda caso le più piccole”.
“Lo svarione normativo – aggiunge – è evidente. Ci preoccupa in particolare la montagna di credito d’imposta, abnorme e incompensabile, che le imprese, nella stragrande maggioranza dei casi micro e piccole, sarebbero costrette ad accumulare. Con la conseguenza di dovere a loro volta ricorrere alle banche per riscontare questi crediti, con ulteriori costi finanziari e sempre ammesso che la perdurante stretta creditizia glielo permetta”.
“La trasformazione, volontaria, del beneficio fiscale sulla riqualificazione energetica in credito cedibile – conclude Vincenzi – rimane comunque il percorso migliore. La CNA ha avanzato da tempo la proposta di far diventare denaro spendibile subito, per realizzare i lavori, la rata di detrazione decennale, cedendo il credito fiscale alle banche. Non abbiamo chiesto la luna. Si può fare. Il Governo e il Parlamento la accolgano”.

