
I danni provocati da quell’evento sono stati molto più ingenti di quelli solitamente riconducibili alle semplici grandinate, così come ha accertato il servizio IdroMeteoClima dell’Arpa Emilia-Romagna che, dopo uno studio tecnico e statistico-storico, ha definito quella tempesta come un “evento raro”.
Se non arriveranno risposte dalla Regione – a cui le associazioni agricole Cia, Confagricoltura e Coldiretti, insieme all’Amministrazione Comunale ed alle Cooperative Agricole Sistema Frutta, Ital-Frutta e Fruit Modena, hanno chiesto un sollecito incontro – la pericoltura finalese pare destinata ad un forte ridimensionamento. «La Giunta Regionale ha delimitato l’area colpita dal disastro meteorologico attivando dei meccanismi previdenziali per i dipendenti del settore, bene… – spiega l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Finale Emilia, Angelo d’Aiello – ma è accertato da tutti che le piante da frutto distrutte dalla grandine avranno, almeno per 2-3 anni, un serio problema di produzione, con evidenti conseguenze sul reddito degli agricoltori e delle loro famiglie: la mancanza di misure concrete per far fronte ai danni frenerà ogni possibile investimento, indebolendo inevitabilmente quella che era una delle eccellenze del territorio regionale».

