
“Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum – dichiara Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna -. Sarebbe stato necessario avere più tempo a disposizione per spiegare che tutto il petrolio presente sotto il mare italiano basterebbe al nostro Paese per sole 7 settimane, mentre già oggi produciamo più del 40% di energia da fonti rinnovabili. E che se si vuole mettere definitivamente al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere occorre votare Sì, perché così le attività petrolifere in mare entro le 12 miglia andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni. Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto”.
In particolare, l’Emilia-Romagna ha ad oggi 47 concessioni attive per piattaforme e pozzi sottomarini per l’estrazione di gas ubicati entro le 12 miglia dalla costa, per un totale di 150 pozzi attivi. Pozzi che producono il 50% del gas estratto in mare sull’intero territorio nazionale, ma le cui riserve totali non basterebbero a coprire il fabbisogno nazionale di gas nemmeno per un anno. Un’attività, quella dell’estrazione entro le 12 miglia dalla costa, che oltre a non essere utile per l’indipendenza energetica del paese, mette a serio rischio l’intero sistema costiero. Per 7,5 milioni di euro di Royalties, pari allo 0,5 % del bilancio annuale della nostra Regione, si rischia di affossare il sistema economico basato sul turismo costiero, per non parlare del pericolo di danni ad ecosistemi fragili e unici come il Delta del Po. Tra i fenomeni più evidenti dei rischi ambientali derivanti dalle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi c’e proprio quello della subsidenza che colpisce tutta la fascia costiera emiliano-romagnola. Anche in questo caso gli ipotetici benefici sarebbero di molto inferiori, anche in termini economici, dei costi a carico della collettività per il risanamento ambientale.
Nei giorni scorsi anche in Emilia-Romagna si è costituito il comitato regionale delle associazioni “Vota SI per fermare le trivelle” che comprende varie associazioni, ed attori economici.

