sala-templeIl 31 marzo 2016, l’Associazione C.R.E.A. ha invitato al Comune di Sassuolo un atto formale di recesso dalla convenzione firmata con la precedente amministrazione nel 2014.

“Tale decisione – spiega C.R.E.A. – è stata molto dolorosa ed è dovuta alla difficoltà di gestire un teatro che abbiamo immaginato e voluto come un luogo sempre aperto; i numeri dicono che il Temple è stato un luogo di tutti per 150 giorni all’anno, nei quali ci sono stati decine di spettacoli, laboratori, incontri, eventi a tutte le ore del giorno. Tutto ciò è avvenuto secondo una convenzione che non prevedeva alcun contributo economico dal parte del Comune e quindi alla lunga economicamente insostenibile. A ciò si deve aggiungere l’assurdità della mancata ripartizione delle utenze dello stabile, prevista dalla convenzione e mai resa effettiva; il risultato è che il costo delle utenze è stato sostenuto interamente dall’associazione C.R.E.A., nonostante la presenza nello stabile di altre associazioni e in contrasto con quanto firmato nel 2014.

Non attribuiamo colpe, ma non possiamo passare sotto silenzio la profonda ingiustizia di tale situazione. Noi però ci siamo, in quel teatro abbiamo speso tutte le nostre energie e tutto l’entusiasmo possibile; il nostro tempo più bello lo abbiamo trascorso lì ed abbiamo investito in migliorie e dotazioni tecniche che lo hanno reso un piccolo gioiellino pieno di storie e potenzialità. Appena due anni fa il TEATRO TEMPLE era diventato un luogo vuoto, privo di strumenti tecnici e di idee. Non è un abbandono ed anzi si tratta del tentativo di stabilire un dialogo più concreto con l’amministrazione guidata dal Sindaco Pistoni. Fu il Sindaco stesso, dopo un incontro con noi lo scorso anno, a proporre una revisione della convenzione. Vorremmo poter continuare a lavorare in quella sala. Per farlo era necessario un atto illogico, ai limiti della follia dopo tutto il lavoro svolto. Diciamo che il passo indietro non è una rinuncia, ma il tentativo di avere uno slancio maggiore nelle attività prossime del Temple. Abbiamo mille idee e suggestioni per gli anni futuri, speriamo di poter continuare ad immaginare e realizzare nuove storie nel teatro Temple.

Quello che chiediamo alla comunità e alla politica – conclude l’Associazione – è di valutare il nostro lavoro e di investire adeguatamente in un luogo che in due anni ha ospitato fra i gruppi migliori della nuova scena. Noi ci siamo”.

Vito Valente