
Le indagini, comunque, non si fermarono all’accertamento della sola truffa in quanto i mezzi agricoli, segnatamente un “giro ranghinatore” e un “girello spandifieno”, non vennero allora rinvenuti. Ieri la svolta. L’acume degli investigatori, che nonostante il periodo trascorso non avevano smesso di seguire la vicenda, ha consentito di rinvenire i due attrezzi agricoli sebbene agli stessi, in modo da renderne difficile il riconoscimento erano state alterate le caratteristiche costruttive (era stata strappata la targhetta sulla quale la casa costruttrice aveva punzonato la matricola), finiti nella disponibilità di due agricoltori del luogo. Le indagini, in particolare, hanno potuto accertare come i mezzi fossero stati acquistati prima da un coltivatore diretto 60enne, abitante a Castelnovo ne’ Monti, il quale successivamente ne aveva “barattato” uno, il “giro ranghinatore” il cui valore commerciale si aggira attorno ai 2.000 euro, in cambio di una fornitura di rotoballe di fieno, con un operaio 36enne sempre del luogo.


