
L’exploit del 2015 (un +34% commentato con prudenza dal Consorzio di tutela, perchè legato ad elementi congiunturali specifici, come l’andamento del dollaro che aveva facilitato gli acquisti oltreoceano) si è andato dunque consolidando negli States, mercato sul quale il Consorzio lancia ora nuove sfide.
“Prima fra tutte – sottolinea il presidente dell’Ente di Tutela, Alessandro Bezzi – una serie record di incontri con i principali importatori e le catene distributive statunitensi e canadesi che segneranno la nostra partecipazione al Fancy Food Show di New York, in programma dal 26 al 28 giugno”.
“Dalla grande vetrina mondiale, in cui confluiscono 2.000 espositori e che rappresenta la manifestazione d’eccellenza per l’agroalimentare – prosegue Bezzi – rilanceremo anche il nuovo piano di investimenti che guarda in modo specifico a Stati Uniti e Canada, con attività di informazione, promozione, presenza nelle catene distributive che nel 2016 ci impegnano per un milione di euro”.
“In queste azioni – sottolinea il presidente del Consorzio – si associano due obiettivi: promuovere il nostro prodotto per quel che realmente rappresenta, cioè un’assoluta eccellenza artigianale e del tutto naturale e, contemporaneamente, contrastare quegli usi impropri di elementi di “italian sounding” (confezioni che ricorrono all’uso del Tricolore a richiami geografici che lasciano pensare ad un’origine italiana anche per formaggi prodotti negli Usa o in Sud America) che inducono in inganno il 67% dei consumatori statunitensi che vedono così caratterizzati prodotti denominati “parmesan”.
“Su questo tema – spiega il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti – siamo intervenuti in audizione in sede UE nell’ambito delle trattative per gli accordi TTIP; le nostre ragioni sono state sostenute anche dal relatore TTIP, l’on. Paolo De Castro, ma è evidente che non vogliamo limitarci ad attendere gli esiti, comunque incerti, di un’intesa che dovrebbe sconfiggere queste prassi”.
“Da qui – conclude Deserti – il rafforzamento di tutte le azioni possibili per contrastare questi fenomeni e far conoscere di più e meglio ai consumatori statunitensi le caratteristiche del nostro prodotto; nuovi investimenti, informazione, presenza nelle catene distributive grazie a nuovi accordi di collaborazione diventano, dunque, gli strumenti privilegiati per continuare a premere su quello che è divenuto, per volumi, il secondo mercato per l’export di Parmigiano Reggiano e si avvia a guadagnare la prima posizione”.

