
cinese gravato da precedenti penali.
Nei locali del laboratorio di confezioni per signora, le Fiamme Gialle carpigiane hanno identificato complessivamente 12 lavoratori, dei quali 7 sono risultati essere impiegati completamente “in nero”. Due dei lavoratori erano privi di documento di identificazione: si è provveduto, pertanto, ad eseguire un fermo di
polizia che ha permesso di rilevare come gli stessi risultassero permanere sul territorio italiano del tutto sprovvisti di permesso di soggiorno. È scattata, conseguentemente, nei confronti dell’imprenditore di origine asiatica la denuncia per sfruttamento dell’immigrazione clandestina, mentre a carico dei 2 clandestini è stata redatta denuncia al competente Giudice di Pace per violazioni al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione di cui al D. Lgs. n. 286/98.
Ulteriori accertamenti sulla documentazione rinvenuta in sede di accesso hanno permesso di procedere alla contestazione della cd “maxi-sanzione” da lavoro nero, che prevede l’applicazione di una sanzione di circa 1.500 euro per ogni lavoratore irregolare, con una ulteriore maggiorazione del 20% per i lavoratori clandestini.
Inoltre, ricorrendone i presupposti di legge, è stata inoltrata alla competente Direzione Territoriale del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività lavorativa per le rilevate violazioni che non è stata disposta perché il contribuente controllato ha provveduto a sanare la posizione dei lavoratori irregolari individuati.
L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Carpi conferma il costante impegno del Corpo nell’esecuzione di attività a contrasto dell’economia sommersa e a tutela dell’economia legale e degli operatori, nel caso specifico del distretto tessile, che operano nel pieno rispetto delle regole, che si realizza attraverso mirate investigazioni di polizia economico-finanziaria finalizzate all’individuazione di fenomeni di manodopera irregolare e/o di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, che alterano la leale concorrenza nel mercato di riferimento, e all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dai responsabili.

