
Dagli atti dell’indagine risulta che alcune delle condotte persecutorie erano state effettuate alla presenza di un amico, (S.V.), che, a sua volta, è stato tratto in arresto, per la medesima tipologia di reato, il 1 agosto 2016.
L’arresto, ancora una volta, testimonia l’estrema attenzione riservata dalla Polizia di Stato e della Procura della Repubblica di Reggio Emilia ad episodi della cosiddetta “violenza di genere”. Un’efficace attività preventiva ed un’adeguata azione repressiva, infatti, sono indispensabili per interrompere un crescendo di violenza il cui epilogo è sempre imprevidibile ed estremamente rischioso.

