
La forma giuridica L’incremento delle imprese femminili è da attribuire sostanzialmente alle società di capitale, che sono aumentate notevolmente (+558 unità, pari al 4,3 per cento) e sono giunte al 16,0 per cento del totale, grazie anche all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa, però, motiva anche la crescente tendenza alla diminuzione delle società di persone (-347 unità, -2,5 per cento). Le ditte individuali hanno mostrato, invece, una maggiore tenuta risultando in lieve aumento rispetto a dodici mesi prima, (+0,2 per cento, +102 unità). Le cooperative e i consorzi fanno registrare una buona crescita (+2,2 per cento).
Settori di attività economica Le tendenze non sono omogenee.
Da un lato, prosegue la contrazione nell’agricoltura (-157 imprese, -1,2 per cento) e la crisi incide ancora, ma meno ampiamente, sulla manifattura (-51 unità, -0,7 per cento), sulle imprese delle costruzioni (-0,6 per cento) e sull’insieme del commercio (-104 unità, -0,4 per cento) per esclusivo effetto del calo del dettaglio. D’altro canto, la tendenza è però chiaramente positiva in tutti gli altri settori, tanto che le imprese del complesso dei servizi crescono dello 0,9 per cento (561 unità). I maggiori apporti sono venuti dalle altre attività dei servizi (+209 unità, +2,2 per cento), alla persona e di riparazione, e da un rapido incremento delle attività immobiliari (+139 imprese, +2,5 per cento).


