
Gli archeologi illustreranno ai visitatori alcuni scavi recenti effettuati in area urbana -a cominciare da quelli sull’antico tracciato della Via Emilia realizzati in Via Ugo Bassi e Rizzoli in occasione del cantiere BoBo- e guideranno il pubblico in un percorso tra i manufatti conservati nel Cortile d’Onore di palazzo Ancarano, arricchito quest’anno da nuovi reperti restaurati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Particolare attenzione sarà riservata alle stele tra cui spiccano quella di Titus Eborellius (con quella che oggi chiameremmo una famiglia allargata, concubina più tre liberti), di Caius Fricinius Primicenus e della moglie Aelania Parthenope, e di un’intera famiglia di sei persone sepolta lungo la via Emilia, in località Bitone. Lapidari spaccati di vita vissuta che nel tramandare nomi, parentele e status sociale dei cittadini della Bologna romana, fanno luce sulla storia di Bononia e dei suoi abitanti dalla tarda età repubblicana alla prima età imperiale (fine I secolo a.C. – I secolo d.C.).
Il pubblico potrà poi visitare il laboratorio di restauro e apprendere dalla viva voce dei restauratori problematiche e tecniche più innovative nel campo della conservazione dei reperti antichi.
Sarà infine distribuito un piccolo depliant con alcune curiosità sulla Bologna archeologica ‘nascosta’
Ingresso libero – info 051 223773

