
La svolta negativa interessa tutte le tipologie del dettaglio. Lo specializzato alimentare ha incontrato le maggiori difficoltà con una più marcata flessione delle vendite (-0,5 per cento), che risulta più lieve per lo specializzato non alimentare (-0,3 per cento) e, sorprendentemente, della stessa ampiezza anche per gli iper, super e grandi magazzini (-0,3 per cento). Le attese per l’andamento delle vendite nel terzo trimestre sono negative per le tipologie del dettaglio specializzato, mentre migliorano e risultano molto positive per iper, super e grandi magazzini.
La dimensione delle imprese. Si conferma la forte correlazione tra andamento delle vendite e dimensione aziendale. L’andamento negativo delle vendite nel trimestre ha dominato la piccola distribuzione (da 1 a 5 addetti) e le medie imprese (da 6 a 19 addetti), con cali rispettivamente pari a -1,4 e -0,9 per cento, mentre la tendenza è positiva per le imprese con 20 o più addetti (+1,0 per cento).
Il Registro delle imprese. Alla fine del secondo trimestre erano attive 46.744 imprese del dettaglio, lo 0,8 per cento in meno (396 unità) rispetto a un anno prima. A livello nazionale la tendenza è risultata invece solo lievemente negativa (-0,1 per cento). Grazie anche all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, crescono rapidamente solo le società di capitale (+4,2 per cento, +173 unità). All’opposto, si riducono le società di persone (-308 unità) e le ditte individuali (-260 unità).

