
La legge regionale 14/2015 ha dato il via a una modalità di lavoro nuova in materia di integrazione tra gli ambiti del lavoro, del sociale e della sanità. E’ previsto infatti che questi tre ambiti dell’intervento locale sul welfare, che afferiscono ad altrettanti enti (Agenzia regionale per il lavoro, Comune e Asl) operino insieme nelle azioni di presa in carico dei cittadini fragili, superando le divisioni e lavorando a sei mani. In particolare, a livello di programmazione, Regione, Comune e Asl devono definire un piano di interventi integrato, ed è questo il documento approvato dalla giunta: nel piano, che in una prima fase sperimentale ha validità annuale (a regime diventerà triennale), sono contenute le risorse che ciascun ente mette a disposizione (in tutto 1,8 milioni di euro) e le prestazioni che saranno erogate (400 percorsi di inserimento al lavoro). A livello professionale, nascerà un’équipe con specialisti di servizi per il lavoro, per il sociale e per la sanità, che valuterà i casi proposti dai punti di accesso cui si rivolgono i cittadini in difficoltà. Infine, per la valutazione dei casi, per determinare il livello di fragilità e vulnerabilità e per poi ammettere i singoli cittadini alle prestazioni, l’équipe si rifarà allo strumento valutativo approvato dalla Regione e sul quale è in corso la formazione agli operatori per metterli in condizione di utilizzarlo.
“In linea con quanto già fatto in precedenza, vi è un’opportunità nuova ed importante di inserimento lavorativo delle persone più vulnerabili e svantaggiate – afferma Luca Rizzo Nervo, assessore comunale a Sanità, Welfare e Innovazione sociale e solidale – e, per la prima volta, nell’applicazione della legge 14/2015, vi è una presa in carico integrata e una valutazione condivisa fra sociale e lavoro. Questo semplifica l’accesso delle persone e introduce maggiore equità nella valutazione. Una prospettiva che potrà ulteriormente essere rafforzata dal dialogo avviato fra Comune, mondo delle imprese e Chiesa di Bologna per azioni di promozione del lavoro e di inclusione lavorativa, con una particolare attenzione ai giovani e alle persone adulte che perdono il lavoro”.
I 400 percorsi saranno personalizzati e si prevede che i destinatari abbiano le seguenti caratteristiche: giovani neomaggiorenni in uscita dai percorsi di comunità per minori o giovani con situazioni familiari particolarmente fragili; adulti in condizione di disagio sociale, inoccupati o disoccupati, con particolare attenzione ai genitori di figli minori, alle persone in condizione di emergenza abitativa; adulti in condizione di marginalità estrema, con particolare vulnerabilità e senza fissa dimora, che si rivolgono ai servizi sociali a bassa soglia di accesso; adulti o giovani richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, sussidiaria o umanitaria; persone in carico ai servizi per la salute mentale, le dipendenze patologiche e la disabilità dell’Asl di Bologna; persone in carico al Centro per l’impiego in possesso dei requisiti di fragilità. Le aree professionali entro cui si svolgeranno i tirocini si riferiscono in particolare a distribuzione pasti, progettazione e costruzione edile, autoriparazione, progettazione e gestione del verde e difesa e valorizzazione delle risorse del territorio.

