
Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri reggiolesi, che hanno condotto le indagini, l’uomo, presentatosi presso l’abitazione di una pensionata 66enne, veniva ricevuto da un bambino di 8 anni. Sentito il campanello, infatti, il bimbo andava ad aprire la porta trovandosi uno sconosciuto che, dopo avergli mostrato un tesserino falso da carabiniere, invitava il piccolo a chiamare un adulto. Sopraggiungeva la nonna che, ingannata dal malvivente, lo faceva entrare in casa per consentirgli di fare pseudo controlli sull’acqua. Durante la permanenza in casa il malvivente, notata nella camera da letto una piccola cassaforte, se ne appropriava uscendo di casa. Quindi se ne andava a bordo di un’autovettura condotta da un complice con il quale si dileguava. A questo punto la donna materializzato di essere stata derubata (la cassaforte conteneva un migliaio di euro e alcuni monili in oro) dava l’allarme al 112 che inviava sul posto per le constatazioni di legge i carabinieri di Reggiolo che avviavano le indagini. Sulla scorta della descrizione fornita dalla vittima e da altri ulteriori riscontri investigativi, i carabinieri risalivano all’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti univoci elementi di responsabilità tra i quali il riconoscimento, in apposita seduta di individuazione fotografica, da parte della vittima. Il 30enne veniva quindi denunciato per concorso in furto aggravato. L’identificazione del complice potrebbe venire a breve: i carabinieri stanno indagando sulla cerchia di amici e frequentazioni dell’odierno indagato.

