
Molto interessante l’incontro perché oltre ad aver toccato aspetti come l’importanza di praticare sport, la passione da coltivare, la dura forza di volontà che ti spinge a non mollare anche quando non ci se la fa più, Marco e Cecilia, hanno voluto fortemente sensibilizzare gli studenti del liceo sul fatto che lo sport non debba e non possa essere sostituire lo studio e viceversa. Alla domanda fatta alla Camellini se si sentisse più atleta o psicologa, ha risposto che le due cose nella sua vita vanno a braccetto. E cosi deve essere per un liceale che ha una forte passione nello sport, ma che allo stesso tempo non può rinunciare a formare la sua cultura personale.
Com’è possibile conciliare le due cose? Un’ attività praticata a livelli agonistici richiede tanta dedizione, impegno costante, fatica, qualche caduta psicologica e momento difficile e altrettanto, un liceo impegnativo come può essere il Muratori- San Carlo o qualsiasi altra scuola, richiedono una grande forza di volontà e responsabilità. Il tutto sarebbe più facilitato se si riuscisse ad ottenere una stretta collaborazione di allenatori, che non sempre tendono ad indirizzare l’atleta verso la scuola ma bensì ad allontanarlo; e dei professori, che a volte demoliscono e non trasmettono ai ragazzi l’ importanza dello sport durante l’età adolescenziale.
Il giornalista Nosotti e la campionessa Cecilia sono un grande esempio per tutti noi e la prova vivente che nella vita, se lo si vuole, si possono ottenere grandissime soddisfazioni, o perlomeno, ci si può provare: accettando i propri limiti e riconoscendo le proprie capacità.


