
“Considerando che, senza esagerare, questo ci pare il paradosso dei paradossi burocratici, auspichiamo la rapida eliminazione di quella che, a tutti gli effetti, risulta una gabella del 21esimo secolo: ingiusta, ridicola e bizzarra. Per contro è forte invece la preoccupazione e non da oggi – continua Salvatori – sulle modalità di accertamento da parte di ICA delle presunte irregolarità. Pare che gli operatori sanzionati in questo caso, abbiamo ricevuto le contestazioni e gli addebiti economici relativi, tramite raccomandata con l’invito a pagare entro 60 giorni per ottenere il dimezzamento della sanzione. E senza che, alcun funzionario ICA si sia formalmente presentato al titolare dell’attività o ai sui dipendenti per formalizzare le contestazioni, in modo civile e corretto. Come dovrebbe avvenire nel rapporto tra Pubblico e contribuente, così da offrire la possibilità a quest’ultimo di spiegare, motivare e controbattere ad eventuali contestazioni.”
“Se così non è stato, quali metodi dunque ICA ha utilizzato e utilizza per verificare le presunte irregolarità e procedere quindi alle sanzioni? Poiché ICA opera in convenzione col Comune l’ente pubblico è a conoscenza dei metodi usati? Riteniamo indispensabile che l’Amministrazione comunale attivi urgentemente un tavolo di confronto con le Associazioni imprenditoriali; finalizzato ad un protocollo di intesa che renda trasparente il rapporto tra Comune-ICA e contribuenti ad iniziare dalle modalità di accertamento delle presunte infrazioni, per superare modi considerati ormai dai più vessatori. In attesa di ridefinire questo rapporto per una burocrazia al servizio veramente di cittadini ed imprese, sarebbe auspicabile che le sanzioni comminate fossero sospese e l’imposta sullo zerbino soppressa”, conclude Salvatori nel comunicato stampa inviato alla nostra reazione.

