Inquadrate dalle telecamere all’ingresso sono sembrate essere tre casalinghe entrate nel supermercato per far spesa: lo scorrere delle immagini però alla fine ha rivelato un’altra verità. Le tre donne altro non erano che altrettante scaltre ladre che hanno atteso il momento propizio per agire su una postazione cassa che sono riuscite ad aprire con l’utilizzo di un passe-partout svuotandola del danaro contante contenuto, oltre un migliaio di euro. Seppur riuscite a fuggire in quanto la loro azione furtiva è passata inizialmente inosservata, non sono riuscite ad assicurarsi l’impunità.

I carabinieri grazie alle testimonianze raccolte, all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza del supermercato e agli sviluppi investigativi sull’automezzo utilizzato per la fuga, hanno indirizzato le loro attenzioni investigative nei confronti di tre donne, note agli operanti per analoghi precedenti di polizia, a carico delle quali il GIP del Tribunale di Parma, accogliendo le richieste dalla Procura parmigiana, ha emesso un provvedimento restrittivo di natura cautelare che ieri è stato eseguito dai carabinieri. Con l’accusa di concorso in furto aggravato, i carabinieri della Stazione di Salsomaggiore, collaborati nella fase esecutiva dai colleghi del Comando Provinciale di Reggio Emilia nella mattinata di ieri hanno dato esecuzione ai provvedimenti cautelari in regime di arresti domiciliari traendo in arresto una 46enne di Bagnolo in Piano, una 37enne di Bibbiano e una 37enne di Reggio Emilia.

Il terzetto il primo aprile scorso era entrato in azione all’orario di chiusura all’interno del supermercato Famila di Salsomaggiore. Approfittando di un momento di distrazione di un cassiere, che aveva appena chiuso una cassa con l’incasso della giornata, avevano forzato il cassetto e prelevato il contante contenuto all’interno, 1.275 euro, riuscendo a fuggire. Quindi l’allarme ai carabinieri della stazione di Salsomaggiore Terme le cui indagini hanno consentito di identificare le 3 donne oggi colpite dal provvedimento cautelare restrittivo in regime di arresti domiciliari. Sulle tre donne ora sono in corso indagini per verificare la loro eventuale responsabilità in medesime condotte delittuose compiute anche nei supermercati reggiani nei mesi scorsi.