
Con un’azione fulminea e violenta, l’aggressore una volta afferrata alle spalle l’ha trascinata in terra per alcuni metri. Impietrita ed impossibilita a reagire, la ragazza non è riuscita neanche ad urlare per poter chiedere aiuto. Al termine della violenta aggressione, l’uomo è riuscito a scappare impossessandosi della pochette, del telefono cellulare, della tessera bancomat e dei pochi contanti.
Le immediate indagini, condotte dalla Squadra Mobile, basate sul racconto della vittima che descriveva il rapinatore e sull’analisi delle immagini acquisite sul luogo, hanno consentito di individuare, il giorno seguente, in via San Vitale, un cittadino straniero compatibile, per l’abbigliamento indossato e per le sembianze fisiche, con l’autore della rapina. Inoltre, in una tasca dei pantaloni il soggetto aveva un telefono cellulare identico a quello sottratto alla parte lesa, del quale non era in grado di giustificare il possesso.
La comparazione tra l’immagine dello straniero e quelle acquisite sul luogo del reato, oltre al certo riconoscimento della vittima, hanno consentito al P.M. titolare dell’indagine di richiedere la misura cautelare per il reato di rapina aggravata che il GIP ha emesso nel febbraio di quest’anno.
Nel frattempo, l’uomo ha abbandonato il territorio nazionale per cercare fortuna in Germania e sfuggire alla legge ma le autorità tedesche lo hanno restituito all’Italia in conformità alle regole di Dublino. All’arrivo a Linate il tunisino è stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza e condotto a San Vittore.


