
Per circa due ore gli esponenti della Polizia di Stato hanno affrontato i diversi argomenti ponendo l’attenzione soprattutto sulle diverse modalità in cui si manifesta il bullismo, un fenomeno ancora troppo diffuso tra i giovanissimi e che deve essere contrastato e quindi necessariamente segnalato. Particolare rilievo, nel corso del dibattito, è stato dato anche al cyberbullismo che ricomprende tutti quegli atti di molestia o di bullismo che vengono compiuti mediante l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione: smartphone, e-mail, forum, whatsapp ed altri social network ormai ampiamente diffusi anche nelle fasce più giovani di età. Ai ragazzi sono stati illustrati quali sono i comportamenti scorretti in cui si può incorrere nell’utilizzo della rete, con particolare riguardo ai social network, informandoli dei pericoli che si nascondono dietro un uso non corretto dei nuovi strumenti offerti dalla tecnologia o dietro la condivisione e divulgazione di fotografie e dati personali.
La lezione è stata spesso interrotta dalle numerose domande che i ragazzi hanno fatto ai due poliziotti con le quali hanno manifestato tutte le loro perplessità e curiosità, un evidente segnale di quanto la tematica sia particolarmente sentita.

