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Bazzicava la zona della stazione di Reggio Emilia con i calzini “imbottiti” di eroina tailandese

In possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari, bazzicava la zona stazione di Reggio Emilia con i calzini imbottiti della famigerata “eroina farmaceutica” nota come tailandese ovvero il tipo di eroina con la percentuale più elevata di principio attivo (a volte oltre il 90%) e per questo a maggior rischio overdose per gli assuntori.

A scoprirlo i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia che con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio si sostanze stupefacenti hanno arrestato un 21enne profugo ivoriano in Italia senza fissa dimora.

L’origine dei fatti ieri poco dopo le 15,00 quando una pattuglia del nucleo radiomobile durante un servizio di controllo del territorio nel transitare in Piazzale Marconi di Reggio Emilia – zona notoriamente frequentata da spacciatori e tossicodipendenti – notava un giovane extracomunitario seduto all’esterno di un bar in sospettosa attesa: dagli sguardi guardinghi alle brevi telefonate con il suo cellulare. L’atteggiamento sospetto del giovane induceva i militari a controllarlo e a identificarlo in un cittadino ivoriano in possesso di permesso soggiorno rilasciato per motivi umanitari. In disponibilità dello straniero i carabinieri rinvenivano la somma di € 300,00 in banconote di piccolo taglio ed un costoso smartphone. Non poca roba per un nullafacente tanto da far ritenere il contante provento dell’illecita attività di spaccio e il cellulare il tramite per i contatti con i clienti. Per questo motivo i carabinieri procedevano a ispezione personale del ragazzo, rinvenendo nei calzini che indossava una quarantina di dosi di eroina tailandese del peso complessivo di circa 25 grammi.

Alla luce di quanto accertato il giovane veniva condotto alla Caserma Carmana sede del comando Provinciale dei Carabinieri dove veniva arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Questa mattina comparirà davanti al Tribunale di Reggio Emilia per rispondere delle accuse contestategli.