
Con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata i carabinieri della compagnia di Guastalla hanno quindi dato esecuzione al provvedimento restrittivo di natura cautelare traendo in arresto un 56enne residente nella bassa reggiana, ristretto al termine delle formalità di rito in regime di arresti domiciliari.
Pesanti come un macigno sono le accuse mosse nel capo di imputazione rubricato a carico del 56enne per aver costretto la vittima (minorenne fino all’anno 2012), dal 2008 al 2016, sia con la forza che con la minaccia di far del male alla sua famiglia, a praticare e subire reiterate violenze sessuali. Delitto aggravato per essere derivato all’allora minore, a causa delle reiterate violenze subite, un grave pregiudizio consistente in continui attacchi di panico diagnosticati clinicamente che hanno peggiorato la qualità della vita del ragazzo, ora maggiorenne, sia nelle relazioni sociali che nell’attività scolastica e professionale. La vittima, che per paura sia di ciò che poteva accadere alla famiglia che di non essere creduto, ha sempre subito in silenzio sino a quando intorno alla fine dell’anno scorso è riuscito a vincere la paura raccontando gli obbrobri subiti dapprima ai genitori per poi decidere di denunciare l’uomo.
Un racconto da film dell’orrore riscontrato investigativamente tanto che la Procura reggiana concordando con le risultanze dei carabinieri ha chiesto ed ottenuto dal GIP del tribunale di Reggio Emilia provvedimento restrittivo di natura cautelare che ieri è stato eseguito dai carabinieri che hanno arrestato l’uomo.

