
Come scrive l’autrice: “C’è un tempo per immaginare e c’è un tempo per ricostruire la realtà. E’ quest’ultima via che ho scelto, parafrasando una dicitura del libro del Deuteronomio , per ripercorrere la breve e intensa vita di papà, per incontrarlo nel suo tempo, nel suo mondo, in famiglia, tra gli amici di Salvaterra, tra la gente d’Africa e di Scozia’. La storia di uno diventa la storia universale dei tanti prigionieri dimenticati della seconda guerra mondiale, la ricerca per scoprire il proprio padre diventa contestualmente un modo di studiare la guerra dal basso, dalle sue vittime, da chi la subì e ne pagò il prezzo più caro.
Otello Mammi combatte nelle file dell’esercito italiano in Africa, dove viene fatto prigioniero a Tobruk, dagli inglesi, che lo mandano in un campo di prigionia in Sudafrica e quindi in Scozia. Vanda Mammi ripercorre con il cuore di figlia e con la razionalità dello storico l’odissea del padre, consultando documenti in Italia e all’estero, cercando testimoni, visitando luoghi. Li racconta con la chiarezza di chi ha scelto l’insegnamento come professione, facendo in modo che nel racconto le vicende paterne e i grandi eventi bellici siano distinti, in capitoli diversi, così come le pagine riservate a Salvaterra e Casalgrande.
Questi diversi aspetti vengono raccontati domenica, durante la presentazione, con le parole, le immagini, la musica, le testimonianze in una presentazione che diventa la condivisione del percorso di vita di Otello Mammi, ma che è anche il percorso di ognuno dei giovani costretti dalla guerra a diventare soldati.

