
«Alla luce di ciò riteniamo urgente non occuparsi solo del cosiddetto “fine vita”, ma soprattutto di chi la propria vita la vive fra tante difficoltà legate allo stato di disabilità» afferma Diaco. «La nostra Regione si è dimostrata all’avanguardia con la legge per i caregivers, riconoscendone per prima il ruolo» afferma Diaco. «Occorre, tuttavia, pensare alla dignità della vita, non solo a quella della morte» continua. «La disabilità compromette fortemente la l’esistenza della persona interessata e della famiglia, oltre che della comunità in cui vive. Occorre sostenere maggiormente le famiglie con misure ad hoc relative ai permessi lavorativi, alla fiscalità, all’assistenza domiciliare e non». La proposta delle Acli di Bologna è quella di un coordinamento a livello regionale degli interventi in materia di disabilità, prevedendo percorsi il più possibile personalizzati e completi, al fine di renderli più efficaci ed efficienti, «tenendo conto della dignità delle persone e delle loro famiglie, ponendo l’attenzione su tutto il percorso di vita della persona con handicap, dalla nascita alla morte, non solo sulla fine».

