
La dipendente dell’esercizio riferiva che l’uomo, conosciuto dalla stessa solo di vista, era entrato poco prima nel bar in forte stato di agitazione, urlando un nome italiano di donna per poi gettarsi a terra e battere violentemente la testa. Solamente in ospedale la persona, calmatasi leggermente, forniva le sue generalità per un cittadino marocchino di 33 anni. In ospedale si presentava spontaneamente la sorella del marocchino la quale riferiva che a suo dire il fratello versa in precarie condizioni psicologiche da alcuni giorni a causa della fine di un rapporto sentimentale con una donna. Il giovane, privo di qualsivoglia documento identificativo, dopo le cure del caso in ospedale veniva accompagnato presso gli uffici della Questura per una più esauriente identificazione: emergeva quindi che il soggetto era clandestino sul territorio nazionale e con un precedente per detenzione di sostanza stupefacente. Alla luce di quanto sopra, allo stesso veniva notificato decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Reggio Emilia e relativo ordine del Questore ad abbandonare il territorio entro 7 giorni.

