
Il 2017 si è chiuso con una leggera riduzione delle vendite dello 0,5 per cento, che segue l’analoga flessione dello 0,4 per cento del 2016.
Le tipologie del dettaglio. A determinare il segno positivo del trimestre sono state le vendite del dettaglio specializzato non alimentare, aumentate dello 0,5 per cento. Il dettaglio specializzato alimentare accusa ancora una flessione delle vendite dello 0,7 per cento e anche iper, super e grandi magazzini hanno confermato la tendenza negativa avviata nel trimestre precedente con una lieve flessione dello 0,3 per cento.
La dimensione delle imprese. Si attenua la correlazione tra l’andamento delle vendite e la dimensione aziendale. La tendenza è negativa per la piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti (-0,3 per cento), mentre diviene positiva per le medie imprese, da 6 a 19 addetti (+0,2 per cento) e in misura leggermente più ampia per le imprese con 20 o più addetti (+0,5 per cento).
Il Registro delle imprese. Potrebbe terminare la fase di progressivo incremento della pressione sulla base imprenditoriale iniziata già nella seconda metà del 2016.
Alla fine del 2017 erano attive 45.667 imprese del dettaglio, con un calo dell’1,6 per cento (737 unità) rispetto a un anno prima. A livello nazionale la tendenza negativa è leggermente più contenuta (-1,1 per cento). L’andamento sfavorevole è determinato dall’ampia riduzione delle ditte individuali (-656 unità, -2,0 per cento), e da quella delle società di persone (-2,2 per cento, -222 unità), che risentono dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina la crescita delle società di capitale (+3,4 per cento, +147 unità).

