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Processionaria del pino: l’Azienda USL collabora con i comuni per le misure di profilassi e contenimento

Riprende in primavera il ciclo vitale della processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), un lepidottero defogliatore da anni presente sul territorio della provincia di Modena che provoca danni alle piante attaccate – solitamente le aghifoglie, dove si collocano i nidi – ma dannoso anche per uomo e animali a causa del potere urticante delle larve.

Per prevenire possibili rischi sanitari e contrastarne la diffusione, l’Azienda USL di Modena supporta le amministrazioni comunali nelle azioni di profilassi e contenimento, invitandole a monitorare la situazione sul territorio. Sono infatti gli incaricati dei Comuni a raccogliere le segnalazioni dei cittadini sulla presenza delle larve, a informare il proprietario delle piante infestate dell’obbligo e delle modalità di distruzione dei nidi e a predisporre interventi mirati qualora si ravvisi una diffusione massiva del lepidottero.
Riguardo ai possibili rischi per questo periodo, in cui è maggiore la pericolosità delle larve che hanno una forte azione urticante, l’invito dell’Azienda USL è a prestare la massima attenzione ed evitare qualsiasi contatto.

La Processionaria del pino
È un lepidottero defogliatore che deve il suo nome alla caratteristica abitudine delle larve di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”.
L’insetto compie una generazione all’anno passando da una fase in cui vive sugli alberi ad una successiva durante la quale lo si ritrova interrato allo stadio di crisalide. La trasformazione da crisalide ad adulti, con la loro fuoriuscita dal terreno, avviene in estate. La vita della farfalla adulta dura 1-2 giorni e termina con la deposizione delle uova che schiudono all’inizio dell’autunno. I bruchi che fuoriescono salgono sugli alberi dove costruiscono nidi con una sottile ragnatela di fili bianchi; sono ubicati all’estremità dei rami, preferibilmente di aghifoglie, in posizioni soleggiate e ospitano 150-200 bruchi. Al raggiungimento della maturità, le larve abbandonano le chiome degli alberi incolonnate in una lunga “processione d’incrisalidamento” per raggiungere il suolo, dove si interrano per formare i nuovi bozzoli.
Le larve sono dotate di peli urticanti a forma di piccoli arpioni che vengono lanciati nell’aria in caso di pericolo e che possono penetrare nella pelle o essere inalati da animali e uomo; a seguito della rottura del pelo si libera una proteina che può causare dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni allergiche e infiammazioni delle mucose.
Ai sensi del D.M. 30 ottobre 2007, interventi di lotta alla processionaria risultano obbligatori solo se vengono emanate specifiche disposizioni di lotta fitosanitaria qualora l’insetto rappresenti un rischio per la sopravvivenza delle piante o per la salute delle persone.