
Il primo episodio, le cui indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, hanno visto come protagonista un uomo convinto che i vicini svolgessero, spesso la notte, svariate e molteplici attività illegali. Da qui lo stesso avviava diverse segnalazioni sia alla Procura della Repubblica che alle Forze dell’Ordine, con conseguenti controlli notturni dei malcapitati vicini intenti, anziché ad attività illegali, al sonno e senza riscontrare nulla di quanto segnalato. Inoltre, l’uomo assumeva vari atteggiamenti minatori e persecutori nei confronti dei supposti autori di reati. A seguito dei ripetuti episodi, la Procura della Repubblica richiedeva al G.I.P. l’emissione, nei confronti di quest’ultimo, di una misura di sicurezza personale affinché lo stesso potesse iniziare un percorso terapeutico.
Il secondo episodio, invece, si è concluso con gradissimo stupore della vittima. Una donna, infatti, era giunta in Questura denunciando plurime scritte minatorie lasciate sulla porta della propria abitazione o sui muri del pianerottolo. Le indagini della Squadra Mobile consentivano di individuare l’autore delle condotte nella nipotina della denunciante. Stupore e sorpresa ma, anche, sollievo nell’apprendere di non essere stata presa di mira da soggetti pericolosi come, in un primo momento, aveva temuto.
I casi citati rappresentano due fra i tanti episodi trattati dalla Questura in ordine ai dissidi condominiali sui quali il Questore ha posto la massima attenzione ritenendo che ogni condotta che possa minare l’equilibrio e l’armonia di un cittadino debba essere approfondita con il massimo rigore ed efficacia.

