
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, sono state condotte dai poliziotti della Sezione Omicidi della Squadra Mobile bolognese con l’importante contributo dell’U. D. I. (Unità Delitti Insoluti) della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.
Il prestigioso risultato investigativo è stato raggiunto, dopo oltre due anni di accertamenti, grazie ad un’innovativa tecnica di comparazione tridimensionale, utilizzata per la prima volta in Italia in ambito forense, denominata Analysis of Virtual Evidence (cosiddetto teatro virtuale). E’ stato così possibile, a distanza di molti anni dal delitto, raccogliere un quadro indiziario grave, preciso e concordante a carico dell’indagato.
Ad oggi, oltre all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è indagato in stato di libertà un altro cittadino italiano, bolognese, per favoreggiamento personale.

