
Il gruppo, composto da ragazzi e ragazzi tra i dieci e i 12 anni, era accompagnato da Fabio Campioli, presidente dell’associazione Kabara Lagdaf che da molto tempo organizza il progetto di accoglienza dei bambini Saharawi in città e provincia, dai volontari dell’associazione e da alcuni accompagnatori, tra i quali un medico che approfitterà della permanenza per un aggiornamento e per rinsaldare i legami con i medici modenesi che seguono il progetto Saharawi.
Nel dare il benvenuto ai ragazzi, “piccoli ambasciatori del popolo Saharawi”, l’assessore Bosi ha ricordato che il “gemellaggio tra Modena e il vostro popolo, che si concretizza nell’ospitalità e nei progetti di assistenza medica, è anche un segno di vicinanza alla causa del popolo Saharawi e al suo diritto a esistere come comunità”. L’assessore Bosi ha anche ricordato che il progetto di accoglienza e di assistenza medica è reso possibile grazie alla rete che si è creata tra le istituzioni e le associazioni di volontariato. Nel pomeriggio di oggi, i ragazzi e i loro accompagnatori parteciperanno a una visita guidata al Duomo e alla Ghirlandina a cura del Coordinamento sito Unesco.
I ragazzi, arrivati all’inizio di luglio insieme a un secondo gruppo sempre di una decina di persone, resteranno nel modenese fino alla fine di agosto; dopo due settimane a Formigine, saranno a Modena fino al 30 luglio, ospitati nella scuola Emilio Po, per poi trasferirsi a Nonantola e infine Montese. Durante la loro permanenza a Modena, grazie alla collaborazione con l’associazione sportiva La Fratellanza, potranno svolgere attività sportive all’interno del centro estivo gestito dalla Polisportiva. I ragazzi stanno inoltre effettuando visite e controlli medici nell’ambito del progetto di assistenza medica che l’associazione Kabara Lagdaf porta avanti fin dall’inizio della sua attività.
Originari del Sahara occidentale, dal 1975 i Saharawi sono costretti a vivere nei territori occupati dal regno del Marocco, che non ne riconosce l’indipendenza, e nei campi profughi allestiti nel deserto algerino.
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(foto di gruppo con l’assessore Bosi)

