
A metà marzo dello scorso anno – riferisce il Resto del Carlino – presso una ceramica abbandonata alla prima periferia di Sassuolo, una giovane allora 17enne che vi aveva trovato un riparo di fortuna, venne picchiata e violentata da tre clandestini marocchini: quello che era il suo fidanzato, 32 anni; il fratello di quest’ultimo di 52 e l’amico di 22 anni.
Dopo la denuncia, a seguito di accertamenti svolti dalla Polizia di Stato e una volta chiuse le indagini, le richieste di rinvio a giudizio per i tre uomini. Due, gli amici, dovranno rispondere di lesioni mentre l’ex fidanzato di violenza sessuale aggravata. Ieri avrebbe dovuto tenersi l’udienza che però è slittata ad aprile – aggiunge il quotidiano – a causa dell’assenza di uno degli indagati che si è reso da tempo irreperibile.
“Il degrado e la gravità della situazione descritta in cui una minorenne (all’epoca dei fatti) frequentava e addirittura dormiva in una ceramica abbandonata resa dimora abusiva di sbandati e spacciatori la dice già lunga sulla situazione di alcune zone della città abbandonate a se stesse e in mano all criminalità – spiega Bargi – viene da chiedersi se i servizi sociali fossero a conoscenza della situazione e in che modo si fossero attivati e se il Comune conoscesse l’uso improprio di quei locali e che cosa, a sua volta, avesse messo in atto per sanare quella situazione anomala”.
A questo agghiacciante scenario “si aggiungono, se verranno confermati, reati gravissimi come lo stupro e la violenza su minori compiuti, e questo è il punto veramente inaccettabile da clandestini, irregolari sul territorio, cioè soggetti che non dovrebbero essere sul territorio nazionale e invece ci sono e delinquono”, sottolinea Bargi.
“Se fino ad oggi non c’erano gli strumenti per intervenire adesso grazie alle politiche del governo esistono: basta atteggiamenti buonisti, basta nascondere la testa sotto la sabbia”, questo tipo di situazioni “non devono più capitare soprattutto se sono commesse da persone che dovrebbero già essere state espulse da tempo in quanto irregolari sul territorio”. Per questo “i sindaci dovrebbero mettere in atto tutte le strategie di controllo del territorio per cui ora possiedono i giusti strumenti e cominciare a proteggere e preservare il territorio in modo efficace”.

