
Il Premio Tina Anselmi, giunto quest’anno alla sua terza edizione, è stato istituito nel 2017 dal Centro Italiano Femminile (sede di Bologna) e dal’Unione Donne in Italia (sede di Bologna), associazioni femminili storiche nate dai Gruppi di Difesa della Donna, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Bologna. Il premio ha l’obiettivo di valorizzare le competenze delle donne nell’ambito delle professioni, della ricerca, dell’imprenditoria, dell’artigianato, della cultura e dell’arte, senza trascurare le donne provenienti da altri Paesi che hanno scelto l’Italia come luogo di lavoro e di vita, né quelle che ogni giorno contrastano gli stereotipi e creano le basi per un’uguaglianza effettiva in professioni un tempo unicamente maschili.
L’assegnazione del Premio si è voluta svolgere in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna. Storicamente l’8 marzo ha rappresentato non solo un giorno di festa per le donne, ma un’occasione per portare all’attenzione della società italiana, le incessanti richieste di pari diritti e pari opportunità nella sfera lavorativa, sociale, familiare e non solo.
Luisa Guidone, Presidente del Consiglio Comunale: “Dobbiamo raccogliere l’eredità di Tina Anselmi valorizzando il lavoro delle donne e le donne che lavorano in un quadro ancora molto difficile, dove un quarto delle donne smettono di lavorare dopo la nascita del primo figlio e sono ancora troppe quelle che ricevono una retribuzione più bassa degli uomini a causa degli ostacoli e degli svantaggi che si cumulano durante il percorso lavorativo. La necessità di una piena parità nel mondo del lavoro è una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la crescita economica del Paese”.
Stefano Caliandro, consigliere dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna: “Per me è un piacere e un onore partecipare alla cerimonia e, a 48 ore dall’8 marzo, avere l’opportunità di ricordare il lungo e duro cammino che le donne hanno dovuto compiere per ottenere il riconoscimento di sacrosanti diritti nella politica, nella vita civile, nel mondo del lavoro, nell’espressione culturale e artistica. Non è un caso che questo premio sia intitolato a una donna che rappresenta senza dubbio un esempio di tale percorso, dalla Resistenza all’impegno nelle istituzioni. Dico tutto questo con la soddisfazione per gli importantissimi passi in avanti fatti nei decenni scorsi per il miglioramento della condizione femminile, ma anche con la consapevolezza che molto resta ancora da fare, non solo a livello formale e legislativo, ma soprattutto nella cultura, per scardinare i pregiudizi che ancora si annidano nelle menti di molti uomini”.

Katia Graziosi, Presidente UDI Bologna: “Credo che con questo premio si stia diffondendo un messaggio positivo, di libertà, di auto affermazione, di capacità di relazionarsi. Abbiamo iniziato inoltre, già dalla precedente edizione, a collegare il discorso del premio con alcuni percorsi all’interno del mondo scolastico. Pensiamo sia importante parlare con i giovani di parità, di uguaglianza per sconfiggere gli stereotipi che ancora si annidano nella nostra società”.
Gianni Rosas, Direttore dell’organizzazione internazionale del lavoro, Ufficio per l’Italia e San Marino: “Un impegno quello di Tina Anselmi di tutta una vita per valorizzare i diritti di libertà e uguaglianza. Un dialogo a livello politico e nelle organizzazioni che rappresentano le donne, un dialogo con la società civile. Questo premio rappresenta un esempio nell’incanalare dei messaggi positivi sul contributo delle donne nel mondo del lavoro e nel proseguimento dei principi di parità e di uguaglianza e anche come simbolo della necessità di andare oltre gli stereotipi”.
Anna Teresa Baroncini, Premio alla Carriera: “Donne non mollate. Questo è un momento difficilissimo e quindi saranno le donne le prime a perdere il lavoro perché una donna nel mondo del lavoro deve essere più capace mille volte di un uomo per essere considerata. Per cui prendetevi il vostro spazio e non chiedete al marito per chi votare, votate con la vostra testa”.

