
Il caso reggiano è stata citato durante la puntata di sabato 9 marzo della trasmissione di RaiTre “Presadiretta” dedicata all’abuso di medicinali e alla conseguente resistenza dei microbi ad essi. Dopo aver riportato una serie di situazioni negative e molto problematiche, il programma ha menzionato l’esperienza di Reggio Emilia come caso ammirevole ed efficace di un corretto utilizzo degli antibiotici al fine di ridurre l’antibiotico-resistenza.
Ogni anno in Italia l’8% dei pazienti ricoverati contrae in effetti un’infezione ospedaliera, situazioni che possono essere letali in caso l’antibiotico non funzioni. Più di 10mila morti ogni anno, le infezioni in pratica fanno più vittime degli incidenti stradali. Il problema dell’antibiotico-resistenza, cioè dell’insensibilità dei batteri ai farmaci antimicrobici, è da alcuni anni drammatico in tutto il mondo, ma in Italia in modo particolare.
L’eccellenza individuata nella nostra realtà locale viene da lontano. Il progetto cui si riferisce la trasmissione televisiva riguarda il corretto utilizzo degli antibiotici in Medicina generale e ha consentito di raggiungere una notevole riduzione di prescrizioni, di poco superiore ai migliori dati europei, con risultati che sono stati pubblicati e presentati in più convegni in Italia e in occasioni a livello internazionale (a Vienna e a Stoccolma), raccogliendo apprezzamenti nonché, come riportato da Raitre, la segnalazione dall’AGENAS come migliore progetto per il contenimento delle resistenze sviluppato in ambito territoriale.
Nato da un’esperienza pilota positiva iniziata nel Distretto di Scandiano nel 2014, il progetto è stato in seguito esteso all’intera provincia e ha potuto raggiungere risultati brillanti grazie a un lavoro costante e multidisciplinare. La progettazione e il coordinamento sono stati curati dal dottor Pietro Ragni, responsabile aziendale dell’Area Rischio clinico. La rete di professionisti coinvolti comprende i medici della struttura ospedaliera di Malattie Infettivediretta dal dottor Giacomo Magnani, i laboratori di 
Nelle immagini rispettivamente il dottor Pietro Ragni e il dottor Giacomo Magnani.


