
L’educazione inclusiva è un diritto umano fondamentale di ogni bambino, e in Italia – il primo Paese al mondo ad aver chiuso le scuole speciali oltre 40 anni fa – è sostenuta da una legislazione avanzata. La pratica dell’inclusione appare però ancora molto variabile nei diversi contesti e ordini di scuola, anche se i benefici di un’educazione inclusiva sono confermati dalle ricerche scientifiche: i bambini con disabilità intellettiva raggiungono maggiori risultati accademici e sociali quando sono educati insieme ai loro pari senza disabilità. Inoltre, studiare in un ambiente inclusivo offre a tutti gli studenti maggiori opportunità di sviluppare il rispetto reciproco, la comprensione e le competenze necessarie per vivere insieme nelle diverse comunità di oggi.
Alla mattina l’evento vedrà come relatori Chiara Brescianini, dirigente dell’Ufficio scolastico Regione Emilia-Romagna, che racconterà le strategie di azione e le opportunità dell’integrazione scolastica in Emilia-Romagna e gli aspetti quantitativi e qualitativi di un’integrazione agita. Interverrà poi il Eugenio Paterlini, responsabile dei Servizi Educativi Territoriali e Diritto allo Studio del Comune di Reggio Emilia e del servizio Officina Educativa, per illustrare il modello di inclusione e il lavoro degli educatori per l’integrazione scolastica a Reggio Emilia, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. La mattinata si concluderà con Loretta Pavan e Chiara Leoni, che presenteranno il Programma di Arricchimento Pre-Strumentale (Paps) – basato sulla Pedagogia della mediazione di Vygotskij e sulla teoria dell’Esperienza di Apprendimento mediato di Feuerstein – quale metodo di intervento cognitivo precoce e strumento di inclusione scolastica dei bambini con Sindrome di Down. Secondo questo approccio, uno degli aspetti che influenza in modo determinante la qualità dell’inclusione scolastica dei bambini con disabilità intellettiva è il possesso di un repertorio di strumenti cognitivi che consentano loro di affrontare un percorso scolastico significativo: troppo spesso, infatti, un sistematico intervento di potenziamento cognitivo non viene avviato prima dell’ingresso alla scuola primaria, rendendo un percorso educativo inclusivo estremamente difficile, quando non addirittura impossibile.
Nel pomeriggio sarà dato spazio a Unimore, con Giacomo Guaraldi, referente accogliente degli studenti disabili e con Dsa, che presenterà il modello inclusivo adottato dall’Ateneo, e con Elisabetta Genovese, delegato del Rettore alla Disabilità e ai DSA, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche materno-infantili e dell’adulto, che parlerà della Comunicazione aumentativa alternativa come strumento inclusivo.
La giornata si concluderà con gli interventi di Giovanni Lacoppola, insegnante e coordinatore del Gruppo Scuola di Coordown, che affronterà il tema dell’inclusione scolastica tra norme e realtà, presentando il Vademecum Scuola di Coordown e di Riccardo Bonfà, psicologo, psicoterapeuta, e coordinatore Aipd Mantova, che parlerà di inserimento lavorativo, dei suoi prerequisiti, di come si impara a lavorare e ad essere parte della comunità.
Per gli studenti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia il convegno dà la possibilità di ottenere crediti formativi: la partecipazione garantirà 1 CFU agli studenti dei corsi di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, Scienze della Formazione Primaria e Scienze dell’educazione che parteciperanno per l’intera giornata. Il convegno attribuirà CFU per ADE agli studenti dei corsi di laurea in Logopedia, Terapia Occupazionale e Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica.
Per informazioni:
www.cittasenzabarriere.re.it.

