
“Con il Patto per il lavoro, la legge regionale su legalità e appalti, gli accordi con Atersir e Intercenter, il Patto per il TPL, le intese con i comuni e le stazioni appaltanti sui bandi di gara, le intese con i committenti privati come Ikea e Xpo, gli accordi con le multiutility come Hera o i siti come l’Interporto di Bologna, rappresentano un patrimonio che in nessun modo intendiamo sacrificare sull’altare del “decreto sblocca cantieri”.
“Il modello condiviso in questa regione riteniamo che debba essere replicato ad ogni livello nel paese ed è un modello che favorisce uno sviluppo socialmente sostenibile dove il lavoro e la legalità ne rappresentano il volano fondamentale”.
“Per queste ragioni – conclude Cgil Emilia Romagna – continueremo in ogni sede negoziale, pubblica o privata, a sostenere il lavoro sin qui fatto, richiamando tutte le parti sociali e le istituzioni coinvolte alla coerenza su quanto convenuto”.

