
Eppure, continuano ad emergere situazioni di irregolarità, come accaduto a metà marzo a Formigine, dove è stato scoperto un centro massaggi nel quale operavano soggetti senza le necessarie abilitazioni. “Riteniamo – insiste la presidente – che la soluzione possa passare attraverso maggiori controlli da parte degli organi preposti e dalla presa di coscienza da parte dei consumatori sia dei rischi per la salute che si corrono affidandosi ad operatori abusivi. Senza dimenticare il danno economico e sociale che si arreca alla cittadinanza, con l’evasione di imposte che servono a sostenere i servizi di pubblica utilità”.
Le modalità con le quali operano le attività abusive sono molteplici: c’è chi presta servizi di estetica ed acconciatura privatamente o direttamente presso l’abitazione di clienti, chi non è in possesso delle abilitazioni necessari, chi non rispetta le norme igieniche e sanitarie, chi utilizza prodotti magari economici, ma pericolosi, e chi, molto semplicemente, non emette gli scontrini.
“In pratica, si va da semplici illeciti da un punto di vista fiscale – che comunque danneggiano tutta la comunità – a comportamenti ed attività che possono esporre la clientela al rischio di lesioni capillari, cutanee o, nei peggiori dei casi, alla possibilità di contrarre malattie gravi come l’epatite C o l’Aids”.
CNA vuole quindi lanciare un segnale forte e di sensibilizzazione verso i consumatori per ricordare che affidarsi a coloro che si improvvisano operatori del settore non mette a rischio solo la bellezza, ma anche la propria salute. Il mettersi in mani sicure e professionalmente riconosciute rimane il punto principale. Scegliere un operatore attento significa scegliere un professionista del settore che utilizza prodotti selezionati, tecniche all’avanguardia e certificate, attrezzature sterili e sanificate in ambienti sani e igienicamente idonei.
“Gli operatori che lavorano in questo modo sono soggetti a rigidi controlli sanitari a al rispetto delle certificazioni sui macchinari proprio a garanzia dei clienti. Chi si affida a improvvisati operatori a fronte anche di un eventuale risparmio economico si espone al rischio di danni gravi e permanenti e spinge la categoria verso un impoverimento professionale”, conclude la Franzoni.

