
Nella seduta di martedì 7 maggio la Giunta ha pertanto deliberato che il Comune si costituisca parte civile e di assegnare a un avvocato penale la procura al fine di rappresentare l’interesse dell’ente; con una successiva determina dirigenziale sarà affidato l’incarico e impegnata la relativa spesa per circa 9mila euro.
Le imprese destinatarie delle indagini svolte dalla Dda di Venezia hanno lavorato in un centinaio di comuni di Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia. Rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione, l’assessore Giulio Guerzoni aveva spiegato nelle scorse settimane che qualora fosse risultato un coinvolgimento di opere realizzate per il Comune, si sarebbe proceduto valutando ogni tutela in sede giudiziaria, ribadendo la piena fiducia nella magistratura e auspicando il rapido accertamento di eventuali responsabilità a garanzia della sicurezza ambientale e della salute dei cittadini.
Dagli approfondimenti effettuati è emerso che sul territorio comunale di Modena le ditte in questione non hanno mai operato in cantieri pubblici, ma figurano come subappaltatrici in cantieri privati per la realizzazione di strade nell’ambito di interventi di urbanizzazione primaria, opere destinate quindi a divenire pubbliche. Da qui la decisione assunta dalla Giunta in attesa di verificare se in queste situazioni è stato utilizzato il materiale oggetto dell’indagine.

