
La donna riferiva che quella mattina, mentre si trovava in stazione dove aveva accompagnato un cugino, stava incamminandosi verso l’uscita quando ha incontrato un uomo nigeriano che le ha detto di voler far qualcosa di buono per lei, ovvero un rito propiziatorio. Con tale scusa l’ha condotta in luogo appartato e nascosto e, lungo il tragitto, le ha lasciato il suo numero tramite una chiamata senza risposta che ha effettuato componendo dal telefono della ragazza il numero a lui in uso. Una volta giunti in un parco, l’uomo ha praticato un rito, al termine del quale ha bloccato la ragazza costringendola ad un rapporto sessuale. Dopodiché si è dileguato rubando dalla borsa della donna trecento euro ed i suoi due telefoni cellulari.
L’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal personale del Compartimento Polfer di Bologna, con l’acquisizione delle immagini delle telecamere presenti all’interno della stazione e con l’avvio di una serie di intercettazioni telefoniche, ha consentito di individuare nella giornata del 31 maggio scorso l’uomo di ritorno dalla città di Firenze. Gli elementi investigativi erano così importanti che è stato eseguito un fermo di iniziativa che nella giornata di ieri è stato convalidato dal Gip presso il Tribunale di Bologna.

