
Nel pacchetto, inoltre, è prevista una quota parte annuale di 100 mila euro destinata al sostegno delle famiglie dei dipendenti deceduti anzitempo.
“Con questo intervento- spiega l’assessora regionale al Bilancio e Organizzazione, Emma Petitti- si va verso il completamento del percorso di modernizzazione dell’Ente. Occorre interpretare un mondo che cambia, e per questo, faccio un esempio, abbiamo reso strutturale lo smart working. Ma occorre anche definire un contesto professionale nel quale il lavoratore si senta a proprio agio, in modo tale che sappia che dietro alla parola welfare ci sono contenuti, opportunità e tutele. Assieme ai sindacati abbiamo fatto questo, provando a rafforzare un contesto che permetta ancora di più a chi lavora nella squadra regionale di esprimere quella professionalità che fanno dell’Emilia-Romagna una delle Regioni più efficienti”.
Cosa c’è nel pacchetto
Le risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione per il welfare aziendale sono destinate a rimborsi per prestazioni sanitarie non coperte dal servizio sanitario nazionale. Un esempio sono le spese dentistiche, farmaci non inclusi nel prontuario e parafarmaci, fino alle lenti per occhiali.
Per l’assistenza si prevedono rimborsi relativi a servizi di cura alla persona per familiari, mentre per la scuola, rimborsi per servizi scolastici, rette, campi estivi, incluse tasse universitarie.
Inoltre, in ambito assicurativo i dipendenti potranno utilizzare le risorse per il rimborso relativo all’estensione facoltativa della polizza sanitaria in essere, rimborso che è gestito direttamente dalla Regione. Esiste anche la possibilità alternativa di destinare la quota spettante del “portafoglio welfare del dipendente” all’incremento del fondo pensionistico Sirio Perseo, se il dipendente è iscritto.
A livello individuale la cifra si aggirerà su circa 250-270 euro annui: a gestire i servizi e i rimborsi sarà un soggetto terzo, un gestore, che curerà l’intero processo fatto salvo alcune eccezioni previste dall’accordo.
L’accordo prevede un costante monitoraggio con i sindacati sull’applicazione di questa prima esperienza di welfare aziendale.

