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La Finanza sequestra storica osteria di Bologna. Cinque persone denunciate per bancarotta fraudolenta

I militari della Guardia di Finanza di Bologna hanno dato esecuzione, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari dr. Alberto Ziroldi, ad un provvedimento di sequestro preventivo di quote societarie e beni aziendali del valore complessivo di circa un milione di euro nei confronti di cinque soggetti coinvolti, a vario titolo, nel fallimento di una società che gestiva un noto esercizio di ristorazione ubicato nel centro storico felsineo, ritenuti responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta.

Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, sotto la direzione del Procuratore Aggiunto Dott. Francesco Caleca, hanno ricostruito le vicende degli ultimi 15 anni della società fallita individuando, come evidenziato dallo stesso G.I.P., “una sequenza di operazioni accomunate dalla pervicace volontà di deprivarla dei propri assets senza alcuna contropartita patrimoniale e di consentire ad altra società direttamente riconducibile agli indagati di proseguire nella gestione dell’esercizio di ristorazione”.

In particolare è stato accertato il compimento di una serie di atti distrattivi che hanno avuto ad oggetto, in primo luogo, l’immobile dove veniva esercitata l’attività (del valore di circa € 2,3 mln) che era stato ceduto ad una banca specializzata in operazioni di leasing per poi essere da questa locato finanziariamente ad una società collegata agli indagati la quale, a sua volta, lo aveva dato in affitto alla fallita dando luogo a quella che viene tecnicamente definita un’operazione di sale and lease back improprio. La quasi totalità delle somme ottenute dalla vendita dell’immobile (circa € 1,7 mln) venivano poi illecitamente utilizzate dai soci per operazioni di carattere personale simulando il pagamento di fatture per operazioni inesistenti. Infine è stato scoperto come gli indagati abbiano proceduto anche alla distrazione dell’azienda di ristorazione (del valore di circa € 1 mln) che veniva data in affitto ad un canone irrisorio ad un’altra società apparentemente terza, ma anch’essa riconducibile agli indagati, le cui quote sono oggi state sottoposte a sequestro unitamente alla stessa azienda. Contestualmente all’esecuzione dei sequestri sono state eseguite anche perquisizioni locali delle abitazioni degli indagati e delle società coinvolte.

L’operazione di servizio eseguita è espressione della particolare attenzione del Corpo nei confronti dei molteplici fenomeni in cui si dispiegano le illecite attività connesse ai reati fallimentari/finanziari e testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e della salvaguardia delle realtà aziendali.