Home Sassuolo Giulio o non Giulio, lo striscione della discordia

Giulio o non Giulio, lo striscione della discordia

Non c’è pace per lo striscione dedicato a Giulio Regeni. Dopo la decisione del Sindaco Sassolese di rimuoverlo, arriva la notizia che anche il municipio di Cagliari, guidato dal neoeletto Paolo Truzzu, ha rimosso il suo. A Cagliari a gridare allo scandalo dalla sua pagina facebook, è stata Francesca Ghirra, candidata a sindaco e sconfitta alle elezioni di Giugno. Il nostro primo cittadino sassolese, Gian Francesco Menani è un sindaco leghista, mentre il collega cagliaritano, milita in Fratelli d’Italia, ma dichiara di ispirarsi a Salvini.

La sinistra, dunque, perde due Città e poco dopo Amnesty International, deve rinunciare e due striscioni, voluti per chiedere verità e giustizia per un ragazzo, uno studioso, un italiano barbaramente torturato e ucciso in Egitto, tre anni fa. Entrambe le occasioni sono finite con un’interrogazione ai rispettivi sindaci. Nel caso del capoluogo sardo, il sindaco ha risposto di averlo fatto inizialmente perché stava cadendo, terminando poi il suo intervento in aula aggiungendo, che il Municipio non è uno stadio.

Nel consesso sassolese, si è occupata di porre la medesima domanda a Menani, la consigliera del Pd, Serena Lenzotti, la quale si è sentita rispondere, che pur tenendo ferma la solidarietà della Giunta, alla famiglia Regeni, così come il sostegno per le battaglie a favore dei diritti umani, la sede del Municipio come indicato dal cerimoniale del Governo, deve esporre solo simboli ufficiali, per intenderci, la bandiera nazionale, quella europea e il vessillo comunale.

Spostandoci poi in un’altra regione, il Piemonte, si apprende dagli organi di stampa, che per iniziativa del Governatore Cirio, su pressione delle Lega, è stato appeso sulla facciata del Palazzo che ospita la Regione a Torino, uno striscione con la scritta “verità per Bibbiano”, accanto a quello che da due anni chiede, anche lui verità, ma per Giulio.

Se consideriamo che anche il Governatore leghista Massimiliamo Fedriga, abbia disposto la rimozione sempre dello stesso striscione giallo, in Piazza dell’Unità d’Italia, a Trieste, si comprende che Sassuolo non rappresenta un caso isolato, oppure un’anomalia.

Claudio Corrado