Home Appennino Bolognese Maurizio Fabbri è il nuovo presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese

Maurizio Fabbri è il nuovo presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese

Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli, è stato eletto all’unanimità nuovo presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese. L’indicazione fornita dalla giunta dell’Unione, composta dagli undici sindaci eletti, è stata quindi recepita senza contestazioni o malumori dall’assemblea consiliare (composta, oltre che dai sindaci della giunta il cui voto vale doppio, anche da undici rappresentanti delle minoranze consiliari). Assemblea che ha oltre tutto eletto il nuovo presidente del consiglio dell’Unione: a Salvatore Argentieri subentra infatti Sergio Polmonari, sindaco di Lizzano in Belvedere.

Fabbri succede invece a Romano Franchi, ex-sindaco di Marzabotto e presidente dell’Unione dal 2014 al 2019, da lui eredita la guida di un ente che in cinque anni è cresciuto molto in fretta, aggregando servizi che hanno consentito di fare un oggettivo salto di qualità rispetto al passato (SUAP, informatica, gestione diretta dei servizi alla persona) oltre che di introdurre nuovi servizi prima non disponibili (protezione civile, comunicazione). Senza contare che l’Unione si è fatta carico di dare continuità ai servizi prima gestiti dalla Comunità montana. L’Unione oggi conta 98 dipendenti a tempo indeterminato, 7 a tempo determinato, 19 comandati e 17 somministrati per un bilancio di quasi 30 milioni di euro.

Lo stesso Fabbri ha ricordato, nel suo discorso di presentazione del documento programmatico, come l’Unione dell’Appennino sia considerata dalla Regione Emilia-Romagna una tra le 23 unioni in sviluppo (con un indice di 0,22 mentre le 9 unioni mature hanno un indice superiore a 0,38).

«Dobbiamo tenere a mente che l’obiettivo principale dell’Unione è migliorare i servizi e quindi la qualità della vita dei nostri cittadini» ha spiegato Fabbri «ricordarsi che non è un soggetto ‘terzo’ a cui affidare servizi e verso cui esercitare una mera funzione di controllo, ma un ente ‘nostro’ che governiamo in prima persona. Insieme possiamo dare risposte meglio di quanto faremmo da soli».

Nel presentare il suo programma il primo cittadino castiglionese ha ribadito l’esigenza di intercettare nuovi bisogni e darvi risposte adeguate in maniera uniforme, facendo tesoro delle buone pratiche di ciascun ente per metterle a sistema su tutto il territorio. Un territorio fragile, in declino, che ha sofferto molto la crisi degli ultimi anni e il cui divario nei confronti dei territori più ricchi della Città metropolitana sta crescendo: lavorando insieme in maniera coordinata, ha ricordato Fabbri, potremo acquistare il peso politico necessario per modificare lo stato delle cose tu tanti temi: lavoro, viabilità e mobilità sostenibile, dissesto idrogeologico, agricoltura, promozione territoriale, servizi al cittadino, istruzione.

Non è mancato un accenno al grande assente, Alto Reno Terme, l’unico comune dell’ambito ottimale identificato dalla Regione a non aderire all’Unione: il dialogo è aperto, ha ribadito Fabbri, a patto di condividere i valori e la natura stessa della nostra Unione.

Nei prossimi giorni saranno individuate le deleghe per ciascun sindaco della giunta, mentre è prevedibile che alla guida dell’Istituzione dei servizi sociali educativi e culturali, nel ruolo che negli anni scorsi era di Fabbri, vada Giuseppe Argentieri, sindaco di Vergato. Indicazioni in questo senso sono emerse dalle prime riunioni di giunta. L’Istituzione è un ente strumentale privo di personalità giuridica, ma i servizi che eroga incidono profondamente sulla vita dei cittadini (servizi scolastici, servizi sociali professionali, servizi alla persona, cultura).

A tal proposito Argentieri ha dichiarato di essere onorato di essere nominato presidente di un’Istituzione che fornisce servizi determinanti per la vita delle famiglie «la mia nomina rientra in quel principio di collaborazione tra territori diversi che riteniamo sarà fondamentale per il futuro dell’Unione e per il perseguimento di obiettivi comuni.»