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Frana della provinciale 325: i sindaci chiedono a Regione e Prefettura sostegno per garantire la sicurezza dei cittadini

Più sicurezza per i cittadini di Gardelletta e Vado e supporto per intervenire prima che arrivi l’inverno: è quanto hanno chiesto i sindaci di Marzabotto Valentina Cuppi e di Monzuno Bruno Pasquini durante il Comitato Operativo Viabilità convocato dalla Prefettura di Bologna su richiesta della Regione Emilia-Romagna per voce dell’assessore Paola Gazzolo e dei comuni coinvolti. Obiettivo dell’incontro: affrontare il problema della viabilità comunale a Gardelletta (Comune di Marzabotto) e Vado (Comune di Monzuno) dopo la chiusura, lo scorso aprile, della strada provinciale 325, franata per un tratto di oltre 50 metri.

All’incontro era presente il prefetto di Bologna Patrizia Impresa nonché tutti i rappresentanti degli enti interessati: Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna, comuni di Marzabotto e Monzuno, Anas, Autostrade per l’Italia, Protezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine.

Dopo la chiusura della strada provinciale il traffico si è riversato su strade comunali che interessano i centri abitati di Gardelletta e Vado, dove è stato necessario attivare un semaforo perché ci sono due gallerie troppo strette per essere attraversate nei due sensi di marcia. Sono apparsi subito evidenti i rallentamenti del traffico e di disagi provocati da file chilometriche negli orari di punta. Senza contare che con l’inverno e la neve la situazione non può che peggiorare.

«Abbiamo chiesto soprattutto aiuto per garantire la sicurezza dei residenti» commenta Valentina Cuppi «con una maggiore presenza delle forze dell’ordine, pensando eventualmente a limitatori di velocità o a tutto ciò che possa scongiurare pericoli per auto e pedoni». Senza contare poi i disagi per un centinaio di famiglie e per le imprese che sono rimaste tagliate fuori dalla circolazione: «Per le famiglie abbiamo chiesto una navetta che consenta loro di raggiungere le fermate dell’autobus più vicine» spiega Bruno Pasquini «mentre una maggiore segnaletica potrebbe avvisare i conducenti di camion che l’accesso a molte aziende sulla provinciale non è interdetto, perché si trovano prima del tratto chiuso al traffico».

Autostrade dal canto suo ha considerato ragionevole la richiesta di fornire temporaneamente di telepass i residenti nella zona, consentendo loro di usufruire gratuitamente del tratto autostradale tra Rioveggio e Sasso Marconi: sarebbe una boccata d’ossigeno per la viabilità comunale. Su questo fronte la Regione scriverà al Ministero dei trasporti perché si attivi in merito.

Se per gli interventi sulla segnaletica e la sicurezza dei centri abitati è presumibile completare i lavori entro l’autunno, per il ripristino della strada provinciale ci vorrà qualche anno. I tecnici attivati dalla Città metropolitana hanno infatti ripulito il fiume dai materiali che vi erano stati riversati dopo il crollo, mentre una squadra di arrampicatori provvederà allo sfalcio delle piante e degli alberi rimasti sospesi. A quel punto sarà possibile per i progettisti elaborare un piano. Ad oggi la soluzione più plausibile sembra essere quella di un ponte che colleghi i due tratti di strada, ma le ipotesi sono diverse, dall’allargamento verso l’interno, scavando nella roccia, fino alla creazione di brevi tratti di galleria: è presto per dirlo, occorrerà analizzare la natura di terreno e pareti rocciose e la presenza di eventuali movimenti franosi prima di poter valutare.

A conclusione dell’appuntamento i sindaci hanno voluto ringraziare l’assessore Gazzolo per la sensibilità dimostrata nei confronti di un problema che se non risolto in tempi ragionevoli rischia di dividere in due la viabilità dell’Appennino bolognese e non solo. Già previsto un’ulteriore incontro a settembre.