Home Bologna Operazione Space Jam, nuovo sequestro della finanza a imprenditore bolognese

Operazione Space Jam, nuovo sequestro della finanza a imprenditore bolognese

I Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito dell’operazione Space Jam, hanno eseguito, nei confronti di un noto imprenditore bolognese, un nuovo provvedimento di sequestro per un valore di quasi 2 milioni di euro, nella forma di crediti societari rientranti nella titolarità del soggetto indagato.

Tale attività fa seguito ad un altro sequestro preventivo eseguito dai militari della Compagnia di Imola, nel mese di settembre del 2018, per un importo di quasi 25 milioni di euro. Il primo provvedimento era giunto a conclusione di una complessa ed articolata attività di indagine, diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Bologna, dott.ssa Manuela Cavallo, che aveva permesso di individuare un’associazione a delinquere finalizzata all’esecuzione di frodi fiscali commesse, prevalentemente, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nel settore delle sponsorizzazioni sportive mediante la costituzione di decine di società, alcune delle quali con sede fittizia in Gran Bretagna o in paesi off shore (c.d. “paradisi fiscali” come le Isole Vergini Britanniche o Stato del Delaware) ma operanti in provincia di Bologna.

L’odierno intervento deriva dagli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle di Imola che hanno ricostruito la reale situazione finanziaria/contabile di una delle società interessate dal precedente sequestro e che hanno fatto emergere come l’imprenditore vantasse nei confronti della stessa dei crediti che venivano da lui utilizzati per pagare il canone di locazione di una villa, del valore di circa due milioni di euro, che gli era stata affittata dalla società debitrice.

Ne è quindi scaturito un nuovo sequestro, emesso dal G.I.P. del capoluogo felsineo, dott. Alberto Ziroldi, su richiesta della locale Procura, che si va ad aggiungere alle somme di disponibilità finanziarie, agli immobili, alle autovetture e alle quote societarie nella disponibilità delle società e degli indagati – già oggetto di aggressione patrimoniale lo scorso mese di settembre.