Home Cronaca Truffe, la situazione nel reggiano e il profilo dei malfattori

Truffe, la situazione nel reggiano e il profilo dei malfattori

Dall’inizio dell’anno i Carabinieri del comando Provinciale di Reggio Emilia hanno denunciato 195 persone per truffa. Quelle online costituiscono oltre il 60% del numero totale di quelle consumate, seguite da quelle ai danni di anziani perpetrate da falsi appartenenti alle forze dell’ordine o falsi dipendenti pubblici che, con pretestuosi controlli, accedono nelle case derubandoli, sino ad arrivare alle truffe che nell’ultimo periodo stanno registrando un’impennata come la classica dello specchietto e quella denominata “dell’abbraccio” o “sexy truffa”. A riferirlo il Comandante in sede vacante della Compagnia dei Carabinieri di Reggio Emilia – Capitano Alessia Di Rocco – nel corso di un incontro tenuto con gli organi d’informazione al Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia.

Truffe online: si passa dalle proposte di fantomatici affitti di case vacanze alla compravendita dei più disparati oggetti, attraverso annunci esca sui principali siti di annunci (la piattaforma subito.it quella più battuta dai truffatori), che poi non vengono spediti. Le insidie non risparmiano neppure i social network, (principalmente Facebook e Instagram) dove vengono create apposite pagine riguardanti la vendita della più variegata tipologia di merce con il fine di far cadere nella rete il maggior numero di utenti. Generalmente sono i più inesperti a diventarne vittime, ma capita anche a chi naviga in modo disinvolto di incorrere in queste truffe virtuali le cui conseguenze, in realtà, sono concrete e a volte anche pesanti per chi le subisce.

Il profilo dei truffatori, ricavato dalle attività investigative dei carabinieri reggiani, vedono “primeggiare” quelli aventi un’età compresa tra i 25 e i 40 anni anche se si registra la presenza in rete anche di truffatori ultrasessantenni; fanalino di coda è rappresentato dai giovani aventi un’età compresa tra i 18 e i 24.

Se dal punto di vista repressivo i carabinieri reggiani stanno conseguendo importanti risultati, molto può essere fatto sotto l’aspetto preventivo per evitare di cadere nelle truffe online. Al Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia fanno presente che è necessario preallertarsi. E’ infatti fondamentale, in primo luogo, saper riconoscere le truffe su internet così da riuscire ad evitare di venirne coinvolti. Altrettanto importante è, però, sapere come comportarsi, come reagire nel caso si cadesse in uno dei tanti tranelli del web. Il primo passo è sicuramente quello di imparare a riconoscere una truffa; non bisogna mai dimenticare che internet è realtà virtuale e, proprio come nella realtà, nessuno regala nulla. Occorre quindi diffidare dalle vendite sottocosto, dalle promesse fantastiche di vincite milionarie, da vacanze esotiche o da improvvisi ed ingiustificati regali. Vi sono poi delle accortezze che è necessario prendere quando ci si appresta ad eseguire un acquisto su internet; potrebbero sembrare banali, ma in molti casi i passi elencati di seguito possono essere determinanti per evitare di incorrere nella truffa:

  • prima di comprare qualcosa, è opportuno inserire sempre su un motore di ricerca il nome del privato o del negozio presso il quale si intende effettuare l’acquisto, ci vuole poco a “farsi un nome” su internet e spesso chi truffa è già abbondantemente segnalato;
  • controllare commenti e feedback di altri acquirenti, diffidare dai rivenditori che ne hanno pochi o non ne hanno affatto;
  • effettuare acquisti solo su siti di sicura affidabilità, se si usa un tablet od uno smartphone procedere all’acquisto solo utilizzando le App ufficiali degli store: l’esistenza di un negozio reale corrispondente a quello su internet è in genere indice d’affidabilità;
  • diffidare di chi chiede troppi dati, poiché potrebbe essere un tentativo per entrare in possesso di informazioni personali e dati sensibili;
  • fare attenzione alle modalità di pagamento, sistemi come western union e moneygram possono nascondere brutte sorprese visto che una volta inoltrato il danaro tramite questi canali, la somma non è più ripetibile in alcun modo.

Truffe ai danni di anziani da parte di falsi pubblici ufficiali: nonostante la forte campagna di sensibilizzazione portata avanti da tempo dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia con continui inviti a diffidare dagli estranei e a chiamare tempestivamente il 112, abbia portato importanti risultati sul piano preventivo con il ridimensionamento del fenomeno, continuano a verificarsi nel reggiano le truffe dei falsi dipendenti pubblici che, carpita la fiducia degli anziani, con pretestuosi controlli accedono nelle case derubandoli. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa quando un falso appartenente alle forze dell’ordine, palesando pretestuose verifiche da eseguire, è entrato nella casa dell’anziano derubandolo di 2.000 euro. Al riguardo i Carabinieri reggiani, fermo restando le risultanze investigative su questo episodio, richiamano la campagna preventiva “Non aprite quella porta”, rivolta proprio agli anziani, ricordando loro i consigli che possono, se seguiti, sicuramente aiutare a non “restare vittime” di questi malviventi:

  • non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa;
  • non mandare i bambini ad aprire la porta;
  • prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata;
  • in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino;
  • prima di far entrare estranei, accertarsi della loro identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento. Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare;
  • attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;
  • tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;
  • non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;
  • mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;
  • se inavvertitamente si apre la porta ad uno sconosciuto non bisogna perdere la calma: invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

Truffa dello specchietto: la truffa dello specchietto, ovvero il modo truffaldino per spillare 50 o 100 euro a colpo a ingenui automobilisti, sta facendo registrare negli ultimi mesi un aumento di episodi. Il trucco è sempre lo stesso: l’inganno solitamente viene architettato in una strada o in un parcheggio. Un tizio, solitamente accompagnato da un complice, individua un’auto e appena la vittima predestinata passa a fianco della sua vettura, o durante la manovra in un parcheggio, lo segue fino a fermarla, accusandola di avergli rotto lo specchietto o ammaccato l’auto, talvolta simulando l’urto con il lancio di un oggetto sulla fiancata dell’auto del malcapitato. E’ quanto sta accadendo anche nelle strade delle province reggiane. Per non incappare in questi malviventi e non cascare nella truffa dello specchietto è importante chiedere subito la compilazione del Cid, costatazione amichevole dell’incidente stradale. A questo punto, con la scusa di andare di fretta, il truffatore chiederà il risarcimento del danno in contanti. Bisogna opporsi in modo deciso e, se l’imbroglione insite, dire, magari, che si è in possesso di una polizza che copre i danni arrecati a terzi senza l’aumento di premio assicurativo per voi. Se continua a insistere e non molla la presa rivolgersi subito ai carabinieri chiamando il 112.

Truffa dell’abbraccio o sexy truffa: La truffa dell’abbraccio o “sexy truffa” vede come vittime predestinate gli uomini, in particolare anziani. A colpire sono solitamente donne. Avvicinano la vittima con pretestuose richieste di indicazioni stradali, poi ottenute le informazioni in segno di ringraziamento abbracciano la vittima sfilandogli portafoglio o catenine o Rolex. Le truffatrici più audaci palpano anche le parti intime per distrarre la vittima e agire senza che il derubato si accorga di quanto gli stia accadendo. I consigli dei carabinieri sono quelli di farsi avvicinare da sconosciuti che manifestano in maniera non troppo gratuita sentimenti di riconoscenza come l’abbraccio o avance spinte: il disegno criminale ha lo stesso fine, derubare dei valori le vittime prese di mira.

In via generale purtroppo succede di accorgersi della truffa a giochi ormai fatti. Per distrazione o inesperienza si è caduti nell’inganno. Alla rabbia per esserci cascati, si unisce lo smarrimento di chi ha delle ragioni da far valere ma non sa come fare o addirittura la vergogna. Una maggior cultura e consapevolezza del fenomeno potrebbe sicuramente scoraggiare gli intenti di questi malfattori; in ogni caso non bisogna sentirsi smarriti: chiamare subito il 112 per denunciare il fatto. Il resto lo faranno poi, come dimostrano le numerose denunce operate nel reggiano dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, le indagini.